Il Blog di Simonetta Caminiti. Quello nuovo!

New English Edition

Pubblicato il gennaio 23, 2019

Ehm… Si legge al contrario. Ma si legge, dài! E’ “Diana, 1999”, la nuova edizione in American English de “Gli arpeggi delle mammole” (stesso titolo del prossimo fumetto, come promesso). Sulla copertina c’è una ragazza ammantata nel nero delle sue incognite: il nero che è origine e fine di tutte le cose. Sotto un cielo di stelle. “Ma… non erano proprio stelle. Erano granuli bianchissimi, come chicchi di riso sfuggiti alla sua mano mentre correva inebriata dall’altra parte del cielo. E vi era arrivata correndo, naturalmente, per abbracciare John Lennon”. Così la prima pagina del mio romanzo, che Giulia Bottaro e Beatrice Pedata hanno fatto risuonare in altra lingua, senza tradire.

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La mia pagina di oggi su Il Giornale: il trionfo del turismo letterario

Pubblicato il gennaio 22, 2019

LA MIA PAGINA DI OGGI SU IL GIORNALE… PROFUMA DI LIBRI, DI VIAGGI ALL’INSEGNA DELLA CARTA, DELL’INCHIOSTRO, DELLA MAGIA DI UN MONDO CHE STA TORNANDO.

La Francia ha fiutato l’affare. Ma ha tutta l’aria di un affare sentimentale: di profumo – a proposito del «buon fiuto» – della carta ingiallita, dell’inchiostro che, silenzioso, ha mutato il mondo. A Becherél, in Bretagna, sorge un borgo medievale: 700 abitanti e ben 15 librerie. Tra le strade e le mura di pietra, un recinto che fa sentire al sicuro i turisti: il Libro, quell’oggetto desueto (così pensavamo, sbagliando) che fa sentire in patria chiunque, dovunque. Tant’è vero che sul web la promozione recente di questa semisconosciuta comunità è diventata virale. La Francia, dicevamo. «Le Pavillon des lettres» è un hotel nel pieno centro di Parigi; dalle finestre, il panorama mozzafiato della Ville Lumière, ma nelle stanze, un piumone e tanti libri. […] La British Library di Londra permette ai visitatori di ascoltare la voce di Virginia Woolf. L’unica registrazione esistente di quella voce che, nei libri, sappiamo esser fatta di «flusso di coscienza», di scroscio silenzioso e immortale, messa a disposizione dalla BBC: nella famosa biblioteca di Londra, è disponibile per gli appassionati della scrittrice inglese. [E altro ancora qui: 👇👇👇]

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Dalla prima pagina, la mia pagina di oggi su Il Giornale

Pubblicato il gennaio 21, 2019

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Certo è che bella da tagliare il fiato. Simile a un cuore umano che palpita in cielo, rosso e pieno di promesse, poco prima che arrivi l’alba. La «superluna», l’eclissi prevista per la mattina di oggi, è come sempre un fenomeno naturale incastrato tra i confini della scienza, dello spettacolo estetico e, perché no, di miti, leggende, addirittura stralci biblici inquietanti.

«Il Sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore» recitano, nell’Antico Testamento, le parole senza appello del profeta Gioiele. Una luna che si colma di morte come un calice di cristallo, manifestazione divina di un mondo che sta per finire. (Tutto sommato, però, di lune rosse ne abbiamo già viste: e per adesso speriamo di vederne ancora numerose e splendide).

Nella tradizione canora partenopea, la «luna rossa» è l’ennesimo pretesto romantico per una confessione solitaria e autoironica (testo immortale di una canzone popolare anche negli Stati Uniti); ma le «promesse» che ogni spettacolo naturale che ci lascia a bocca aperta sembra farci non sono altrettanto belle nella simbologia mitologica delle eclissi. Per giunta, la superstizione sembrerebbe confortata da eventi storici: poco prima di quattro eclissi lunari totali consecutive (la tetrade), accaddero nel secolo quindicesimo fatti epocali, e non tutti nefasti. Durante il ciclo del 1493-1494, in Spagna avvenne la caduta di Granada, l’espulsione degli Ebrei e la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo (che dalla Spagna salpò; tutte vicende che, in realtà, risalgono al 1492). Una tetrade del secolo scorso (quella del 1967) è stata immediatamente antecedente alla Guerra dei sei giorni. È stato il pastore John Hagee, della Chiesa Cornerstone a San Antonio, in Texas, a scrivere in un libro che «Dio usa il Sole, la Luna e le stelle per inviarci segnali sulla Terra». Il volume, inedito in Italia, avrebbe un titolo così tradotto: «Quattro lune di sangue: qualcosa sta per cambiare».

Perfino nell’antica Grecia si erano teorizzate coincidenze tra le eclissi di luna e gli eventi storici. E ciò non si è limitato, nei secoli, al solo Occidente. Se, nell’antica Roma, i popolani erano certi che l’eclissi fosse l’epifania di un mostro che divora a morsi la bella luna, cercando di scaraventarla verso la Terra, in Cina le convinzioni erano simili. Qui, a sbrindellare con la forza vorace dei morsi la luna in cielo, era un drago. Ecco perché le eclissi erano occasione per radunare cerimonie, nelle quali il baccano avrebbe spaventato il drago e liberato la luna sanguinante. Ancora sofferenze sotto i canini affilati di una belva, per la luna rossa, nella civiltà degli Inca: l’eclissi significava l’attacco al satellite di un aggressivo e inferocito giaguaro. Ma il giaguaro poteva poi rivolgere la sua attenzione alla Terra, e noi abitanti di quaggiù avremmo dovuto urlare, lanciare frecce verso la luna e far abbaiare i cani. Ancora chiasso, ancora fragore tutto umano, come nei boschi per spaventare i lupi: ecco un denominatore comune tra leggende che vedono nella luna un pianeta franco, quasi virginale, esposto alla ferocia del Male e per questo bisognoso delle nostre forze compatte.

Perfino Giovanni Keplero, nel «Somnium» (1634) aveva raccontato di demoni in viaggio verso la Terra per rapire gli essere umani durante le eclissi. Dormire sotto la luna significava poter diventare folli o ciechi, secondo le leggende di quegli anni.

Magnifico, piuttosto, sapere che di fronte a una luna tinta di porpora, quale che sia il trucco dietro l’incantesimo, gli occhi siano spalancati, e perfettamente lucidi.

 

Against the wind – on air

Pubblicato il gennaio 20, 2019

Ieri ho avuto il piacere di parlare in radio (e spero di condividere presto il podcast) di “Diana, 1999” – il graphic novel. Un po’ di sana “suspense” sulla bella casa editrice che ha accolto con un contratto la nostra proposta e supporta il nostro progetto; e sulla mia eccezionale, aggraziatissima, intensa illustratrice. Ma un nome l’ho fatto, ed è il nome di una delle pochissime “quote blu” che ruotano attorno a “Diana, 1999”: un altro illustratore, affermato e straordinario, senza il quale adesso non sarei qui a sceneggiare il mio romanzo. “Fabbio” (sì, con due B!) è stato il “cupido” della mia Diana a fumetti. Il resto spero di farvelo ascoltare presto. Un saluto, da una Calabria in cui tira vento.

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[22.01.2019 – Ecco l’audio dell’intervista]

I miei personaggi nella lingua della Ville Lumière: da oggi in libreria.

Pubblicato il gennaio 15, 2019

Mes jambes flanchèrent et je suis sûre qu’il le sentit.

Il me raconta que ce chien s’appelait Bette Davis ou « Beddèvis » prononcé rapidement. C’était un croisé entre un chihuahua blanc et une sorte de poméranien. Un hiver, il y a quinze ans, son père les avait emmenés lui et son frère, au chenil. Angelo, qui n’avait alors même pas six ans, choisit cette petite boule couleur champagne aux yeux gonflés et incrustés. Et leur mère l’appela « Beddèvis ». Néanmoins le seul qui maintint son enthousiasme et intérêt pour le chien, pendant les mois suivants fut Filippo.

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Ebbene sì: la mia opera prima è uscita in lingua francese.
La copertina del libro NON è quella annunciata (ma siamo più felici così).

Resta poi il fatto che il mio sogno sia portare questo libro… qui!:

Dormire in una libreria: a Parigi adesso si può

(… E anche qui:)

https://www.vanillamagazine.it/becherel-il-borgo-medievale-con-700-abitanti-e-15-librerie/?fbclid=IwAR3qwWaJNLrkrIbDGNVdUff6flHL4H2VJh54V4XIhctwnu-tbcxMfYnjVgw

Il mio graphic novel e altre belle cose, su Il Quotidiano del Sud

Pubblicato il dicembre 28, 2018

In questi giorni, Il Quotidiano del Sud ha dedicato un’apertura al nostro progetto (che è work in progress). In una intervista, quindi, ho avuto modo di raccontare qualcosina del mio romanzo che diventa (anche) fumetto: grazie al lavoro di una fumettista targata Star Comics, e di una casa editrice capitolina che supporta e distribuirà il nostro volume. Ho avuto anche modo di accennare (perché per adesso posso solo accennare) ai progetti in cantiere dedicati al mio grande Papà. Di questo, sono grata in modo particolare alla testata e al collega Alessandro Chiappetta.

Quotidiano28dicembre

Ah… E buon anno a tutti.

28dicembre

Almost Christmas

Pubblicato il dicembre 21, 2018

Chi mi conosce lo sa.

Non è un Natale qualsiasi, questo.

Ma a maggior ragione io auguro a tutti che sia un Natale di LUCE. L’elemento di cui abbiamo più bisogno, in cielo e in terra.

In terra… In questo momento mi sto occupando con grande fervore del mio graphic novel. Presto, avrò il piacere di parlarne un pochino – in mezzo ad altri progetti in cantiere – sulle pagine di un quotidiano. Ringraziando così la mia illustratrice e la mia editrice e augurando a tutte noi un lavoro all’altezza delle aspettative.

Per adesso, un saluto affettuoso…. da parte mia, e da chi, nel teaser del mio romanzo e della sua edizione a fumetti, è stata e sarà la sua voce. Domitilla D’Amico ha inciso un messaggio per noi, e nella stessa giornata si è goduta la première di “Mary Poppins Returns”, della quale ha parlato su Il Messaggero. Ascoltate il suo messaggio (anche se montato alla buona da me! Tranquilli: il booktrailer sarà nelle mani di squisiti professionisti 😉 ).
E naturalmente, un saluto speciale da parte mia.

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