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In edicola, venerdì 9 agosto, con le mie interviste ad Adriano Giannini e a Francesca Ferretti.

(Preview)

La Foresta di ghiaccio è l’ultimo titolo a cui ha lavorato. Un thriller girato quest’anno, che sfoggia, tra gli altri, il volto di Ksenia Rappoport. Diretto da Claudio Noce, Adriano Giannini sarà un casanova degli anni Sessanta; per l’occasione, ha vestito i colori sgargianti e i mocassini con le mappe che, mezzo secolo fa, facevano tanto «macho». Questione di mode. A vederlo vestito così, se possibile, il padre Giancarlo pare ancora più vicino. Ha i suoi occhi chiari immersi nel viso mediterraneo, ma quelli di Adriano sono azzurri, di una luce malinconica che non sfuma neanche nei sorrisi pieni di fossette. Alle spalle, tutti i mestieri del cinema. A cominciare dall’operatore sul set quando, appena maggiorenne, si lasciò tentare da un film di sua madre (Livia Giampalmo, attrice e regista): Evelina e i suoi figli. Con Madonna, condivide addirittura un «Razzie Award»: furono, nel 2002, la «peggior coppia sullo schermo», quando avevano tentato di bissare il capolavoro di Lina Wertmüller Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. Gli «originali» del remake, guarda caso, erano stati Mariangela Melato e Giancarlo Giannini.
Invece è un attore di talento, Adriano. Sul piccolo schermo, freschissimo di una delle prove più delicate della fiction italiana: la serie In Treatment, diretta da Saverio Costanzo per Sky Cinema e, presto, La7. È qui che si è lasciato «strizzare il cervello» dallo psicoterapeuta (per finta) Sergio Castellitto. Una serie israeliana già nelle mani di Rodrigo García negli Stati Uniti che aveva consacrato per tre stagioni il volto di Gabriel Byrne e lanciato quello di Mia Wasikowska. Un cast stellare anche in Italia. Oltre a Castellitto, Kasia Smutniak, Barbora Bobulova, Valeria Golino. E, appunto, Adriano Giannini.
Il format israeliano è stato ricalcato quasi intonso in molti Paesi del mondo e, ovunque, è stato un successo. In Treatment ha puntato dritta al cuore la qualità anche in Italia. E per l’occasione Adriano Giannini è stato Pietro, un marito geloso poco portato per gli esami di coscienza, poco provvisto di strumenti, ma di una sensibilità disarmante. Di nuovo la fragile maschera del «macho», infranta dai colpi esperti della psicanalisi.
(Segue la lunga intervista – su Style de Il Giornale)

Il mio servizio su Style di novembre scorso: 4 pagine di intervista con Giancarlo Giannini.

Il mio servizio su Style di novembre scorso: 4 pagine di intervista con Giancarlo Giannini.


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