Questa è dedicata a #quellicheildoppiaggioèsolounacasta, #quellicheidoppiatoricelifiliamosoloinitalia e via di questo passo.

Ma è dedicata anche (e soprattutto)… a quelli che invece hanno sempre creduto nella transculturalità di un’arte subdola, affascinante e preziosa, come la traduzione cinematografica. E le nostre Voci.

Ed è dedicata, naturalmente, a una delle mie più care amiche: Domitilla D’Amico, cui il New Yorker ha riservato un ampio spazio (è lei, la sposa della foto, per aver doppiato Kirsten Dunst in Melancholia… dvd che devo ancora restituirle, ndr 🙂 ) all’interno di uno speciale. Lo speciale del New Yorker, appunto, sul doppiaggio ITALIANO: l’artigianato commerciale voluto, a suon di censure, da Mussolini, e diventato l’ennesimo tesoro nazionale trascurato dai più. #mailtalentopremia

Domitilla D'amico posa per il New Yorker

Domitilla D’amico posa per il New Yorker

 

Il servizio completo:
http://www.newyorker.com/online/blogs/photobooth/2014/05/italian-dubbers-in-front-of-the-camera.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

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