(16.7.2014)

 

Si chiama «sensation seeking»: è la ricerca spasmodica dell’emozione, dell’eccitazione, e riguarda almeno tre adolescenti su dieci. Ce ne parla Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia all’ospedale San Raffaele Resnati di Milano. Se è vero o no che le ragazze italiane sono le prime in Europa a fare l’amore? «Intanto, non amo le generalizzazioni e non parlo di “ragazze” – spiega Graziottin –, ma circa un terzo delle adolescenti mostra dei comportamenti particolarmente disinibiti, un anticipo del comportamento sessuale. E una novità certa rispetto al passato è la pratica precoce del sesso orale; e una spiccata promiscuità».

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Secondo alcuni sondaggi, Spagna e Italia sono paesi più permissivi, nella educazione sessuale, rispetto al resto d’Europa. Questo dato le risulta?

«Direi proprio di no. Nonostante tutti i comportamenti rischiosi, a carico di un terzo degli adolescenti, abbiamo uno tra i tassi di aborti più bassi d’Europa (è allarme in Inghilterra, invece). Non dobbiamo sempre dire di essere i peggiori».

Secondo uno studio svolto da Leo Club (associazione giovanile dei Lions), la prima volta in Italia è intorno ai 14 anni e senza contraccezione. Forse l’età media si è ridotta a 13. Non basta l’informazione o c’è di più?

«È un fenomeno molto complesso. Ma dal punto di vista mediatico c’è una iper-sollecitazione visiva (per non parlare di internet), per cui un sovraccarico di stimoli erotici che è compito della famiglia dosare. Gli adolescenti che praticano sport si avvicinano al sesso mediamente due anni più tardi degli altri».
Come mai?

«I ragazzi che praticano sport sono molto meno inclini ad assaggiare alcol e rapporti intimi precoci, perché sviluppano un maggior senso di responsabilità. A ridosso di una competizione, non se la giocheranno ubriacandosi e affronteranno, in generale, in modo infinitamente più sano la loro crescita. Avranno una capacità di scegliere molto maggiore».

Qual è il messaggio migliore che un genitore può dare per non inibire la sessualità ma solo la fretta sbagliata? Qual è la giusta misura, nell’educare un adolescente?

«Non si deve proibire la sessualità precoce, ma cercare di impedire che gli obiettivi siano il piacere e l’eccitazione fini a se stessi. Nelle case in cui si respirano attenzione tra padre e madre, un linguaggio corretto, rispetto, crescono degli adolescenti deliziosi. Le insidie non mancano, i “Cavalieri Neri” ci sono in ogni epoca: vanno solo saputi riconoscere».

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