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In questa trama di fuocherelli, che definivano i contorni delle nuvole come grossi boccoli, la casa di Lilia riluceva in tutta la sua antichità. Quell’anfratto a me non è mai parso un pezzo di Roma. Casa di Lilia era di più il non-luogo, almeno quanto la sua casa in campagna. Era una struttura di pietra grigio-chiara sulla quale lo scorrere di un secolo aveva tracciato solchi sfumati più scuri, tendenti all’antracite; e i rampicanti si erano accoccolati a stringerla, ora come una ragnatela leggera e romantica, ora irsuti come un fitto groviglio di unghiacce. Era avvolta in questa soffice tela, di filamenti verde-scuri, che sembravano custodirla come ne fossero gelosi. Quella specie di lucernario là in cima, la mia passione. (Da L’amore secondo Eva, il mio romanzo). Tra l’ultima settimana di aprile e la prima di maggio, presso la Libreria del Viaggiatore di Roma (via del Pellegrino), nuova presentazione de L’amore secondo Eva. Relatrice dell’incontro Ester Palma (Corriere della Sera) e letture a cura dell’attrice e doppiatrice Domitilla D’Amico.

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