Oggi ho bisogno di divulgare una cosa un po’ diversa dal solito. Solo per tentare di replicare con due battute a chi pensa che i funerali di Casamonica siano un “orgoglio” e una specialità tutti italiani. Siamo (quasi) imbattibili, questo è vero. Ma non siamo soli, ed è giusto rammentarlo a quanti sentenziano che le vergognose esequie del boss a Roma non potessero e non potranno avere luogo che in città come Roma. La Roma capitale del Sud. Questo pezzo di GQ è dell’anno scorso, e ancora i funerali di Casamonica ci sembravano fantascienza.

La morte ti fa gangster: i funerali dei boss della malavita

Dal funerale pop del leggendario Ronnie Biggs, autore della Grande Rapina al treno nel ’63, a quello barocco di Lucky Luciano: l’estetica che consegna i cattivi alla leggenda

Quando il gioco si fa duro, i duri entrano in gioco. E quando il gioco finisce, il duro lo finisce in grande: per il the enddi Ronnie Biggs – capo leggendario della banda che, nel ’63, firmò la Grande rapina al treno postale Londra Glasgow , deceduto in dicembre a 84 anni – si sono mobilitati perfino gli Hells Angels. Corona funebre: una mano bianca con le due dita in posizione di vittoria. Come dire: la leggenda non muore mica. Anzi, è proprio dopo il trapasso che si consegna definitivamente alla storia.

Prendiamo il funerale di Bruce Raynold, complice di Ronnie e ideatore della Grande rapina, scomparso un anno fa: c’erano Ronnie, ovvio,in carrozzella (sempre con le dita della mano in posizione di vittoria), l’attore David Thewlis, il poeta punk John Cooper Clarke, parenti e amici (tanti) tra cui il gangster-scrittore David Courtney in gessato bianco e nero. Qualcuno ostentava al collo catene d’oro con monili a forma di pallottole. Più che un funerale si è celebrata la malavita, con tutti i rituali iconici di cui è permeata.

Non è questa la sede per dire se ciò è bene, è male, è divertente o immorale. Di certo “il gangster” ammalia fin dagli albori del cinema (il primo gangster movie della storia è Il castigo di Josef von Sternberg, del 1927. E già induce a simpatizzare col “cattivo”). Viceversa: fin dagli inizi la criminalità organizzata si è data un codice estetico preciso, assai vicino a quello cinematografico. Un circolo vizioso che ha spostato per sempre l’immaginario collettivo.

Il the end, quindi, è fondamentale: Enrico De Pedis, boss de la Banda della Magliana, è riuscito a farsi tumulare nella cripta nella basilica di Sant’Apollinare, a Roma, insieme al compositore barocco Giacomo Carissimi e a Monsignor Antonio Palombi, crocifero di Pio VI. Sul mausoleo di Al Capone nel Mount Cemetery di Hillside i (molti) turisti continuano a lasciare bottiglie di whisky e ricordini. Quanto alle altre star della malavita come Lucky LucianoAngelo GennaCarlo Gambino: non c’è descrizione che valga l’ultimo fotogramma della loro presenza terrena.

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