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Tirare il fiato tra un tornante e l’altro di una bella montagnola innevata. La stagione sciistica è decisamente iniziata: fatti di cronaca che hanno pesato come piombo sui nostri umori, e come non mai il lungo weekend dell’Immacolata ha invogliato atleti e sognatori a incontrare la «dea candida». Che, però, per adesso, ha disertato l’appuntamento. Proprio lei, la polvere di stelle sospesa tra cielo e terra, il manto spumoso e scintillante come quello di una magica pantera: la grande assente, la neve agognata fino a questi primi giorni di dicembre.

E allora? Come ci si organizza in una settimana bianca, ma non più così bianca? Anzitutto, sulle Dolomiti, «la neve è garantita»: parola del direttore generale di Dolomiti Superski, Thomas Mussner.  «Abbiamo lavorato tanto per migliorare ancor di più il servizio – ha spiegato Mussner -, ci sono impianti completamente nuovi che permettono di collegare altre zone e di percorrere 500 chilometri di piste con gli sci ai piedi». In Trentino Alto Adige, però, se la neve si fa desiderare, i turisti ripiegano serafici sui mercatini natalizi. Solo a Bolzano, questo fine settimana, sono attesi 500 pullman e gli alberghi traboccano di clientela da tutta Italia. Che fiocchi tanta neve o che non ne arrivi, quest’anno, proprio in questi giorni, Federalberghi registra un aumento del 12,9% di italiani in vacanza. 6,1 milioni (contro i 5,4 milioni dell’anno scorso) sono i nostri concittadini che in questo fine settimana trascorreranno almeno una notte sotto un tetto diverso. E sono proprio le località montane quelle più desiderate e raggiunte: il 36% (rispetto al 38,9% del 2014) di quanti si muoveranno (2,2 milioni di italiani) hanno preferito sperare, quantomeno augurarsi una piccola settimana bianca. Il 31,8%, ovvero 1,95 milioni di italiani, viaggia verso località d’arte più o meno di spicco; il 12,1%, quindi 742 mila italiani, atterra invece sulle carezzevoli località di mare; e infine il 4,8% (pari a 294 mila italiani) opta per una vacanza al lago. Non tutti, però, migrano verso residence e alberghi. Una rimpatriata da amici e parenti lontani è la vacanza, in questi giorni, di circa il 33% dei viaggiatori. E c’è anche una piccola parte (dodici viaggiatori su cento) che può ancora permettersi di far vacanza nella propria casa, quella dimora a chilometri e chilometri di distanza dal domicilio abituale. Bed&breakfast, rifugi alpini, agriturismi e campeggi fanno il resto. Un resto «minimal» che però profuma sempre di evasione e allieta il portafogli.

Ma, tornando alla neve, cosa dicono i vademecum dell’anno sulla settimana sciistica? Armatevi di maestro, tuona l’Amsi (Associazione maestri di sci italiani). «È necessario perché un maestro insegna come affrontare una situazione di pericolo – spiega il presidente Maurizio Bonelli –, è importante non solo per i principianti, ma anche per sciatori più esperti. Mettersi sugli sci da autodidatti, con gli amici, diventa pericoloso e tende a bloccare il futuro sciatore, perché si va nel panico». Attenzione, poi, continua Bonelli, alle «aree in cui è prevista la possibilità di uscire dalla pista battuta, ma bisogna assolutamente fare attenzione ai fuori pista non autorizzati perché si possono creare valanghe e lo sciatore può rimanere sotto la neve». Un piccolo prontuario antipanico anche per il freestyle, e chi sulla neve pensa di potersi permettere dei virtuosismi: in pista non si è mai soli e, in barba alla sensazione di leggerezza e libertà, quel piccolo decollo che ci fa sentire onnipotenti sulla neve, i rischi ci sono sempre stati ed è proprio il caso di dire che non vanno presi sottogamba. Né sotto lo sci.

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