Quello che segue è uno stralcio della mia novella natalizia “Nifodora arrossisce”, che scrissi al mio primo anno di università e che oggi si trova nell’antologia ebook su Amazon “Il Concerto”.

ilconcerto

Gli sembrò di recitare la prima novella che aveva sceneggiato sulle pareti di quella soffitta; gli sembrò di cantare, accordando improvvisamente quasi cento voci anziché una sola, e la meraviglia era che – finalmente – poteva anche ascoltare. Il suono del ruscello che spazza via la memoria, la sinfonia di un pianoforte che picchia dolcemente un vetro, il battito d’ali dei pipistrelli e quello dei passerotti, il cuore dell’universo intero che corre come gli zoccoli di un cavallo sulla ghiaia, e corre sempre più velocemente, e sempre più lentamente. Sognava che si levasse un suono anche dalle cose che per il resto del mondo sono mute e sorde come lui lo era stato per tutta la vita; sognava che il suo sangue stesso, vermiglio come i petali dolci dei papaveri, emettesse il fruscio di una sorgente e si unisse al coro della città. Tutto il suo corpo voleva suonare. Perciò, s’addormentò felice come quella bambina al suo ultimo sogno, quando si spegne nel freddo umido il suo ultimo fiammifero; ma qui era tutto tiepido, colorato e accogliente, e tutto gli disse addio.

Questo invece è un pezzo molto più recente: la mia videorecensione del bestseller dell’anno: “La ragazza del treno”.

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