Buon San Valentino, innamorati. Oggi ripropongo, a proposito d’amore e (strani) auguri, un pezzo che scrissi quando lavoravo in cronaca al Giornale di Milano. La storia di Carlina, dolce fantasma del Duomo morta per i sensi di colpa… ma che ammicca piena d’amore agli sposini. “Aveva tradito il suo amato. Vagherebbe da secoli nel Duomo” di Simonetta Caminiti.

(E qui il video)

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A Milano la leggenda è donna. Non solo gli spettri di Maria Callas e Lucrezia Borgia si divertirebbero ad ammiccare ai cittadini (o terrorizzarli), ma anche quello di una sconosciuta e romantica giovane che visse a Schignano, vicino Como.
Carlina – questo il suo nome – sarebbe il fantasma di una donna apparso nelle fotografie di molte coppie di sposi milanesi: ma solo quelli che sono convolati a nozze in Duomo. È tra le pareti del Duomo, infatti, che la leggenda colloca questa figura femminile piccola e leggera, ammantata in un abito nero. La sua è una storia d’amore, rimorso e morte prematura, tutta chiusa nel ventre del Duomo più famoso d’Italia. A Schignano, l’epoca feudale vestiva di nero (a lutto) le spose, per fuorviare gli uomini del feudatario che altrimenti avrebbero consumato con loro lo jus primae noctis (il diritto di trascorrere la prima notte di nozze con la novella sposa). Carlina, sposa del suo Renzo e con lui in viaggio di nozze a Milano, portava però in grembo il figlio di un altro uomo: misterioso giovane senza nome, di cui si narra avesse bellissimi capelli biondi. Il senso di colpa verso il marito, però, si agitò di fronte alle inquietanti statue del Duomo di Milano, che nella nebbia scossero i ricordi e, sotto le spoglie di draghi e creature mostruose, parvero a Carlina un castigo divino. Persa perciò tra i corridoi, la donna iniziò a correre e a urlare la sua angoscia, inseguita senza successo dallo sposo. Finché, giunta con Renzo sull’ascensore fino alla guglia Carelli, non precipitò nel vuoto, sparendo tra le guglie e i pinnacoli per non essere mai più ritrovata: vittima di un incidente o della sua stessa volontà. La storia – dicono – fu ricostruita dalle testimonianze dello sposo e di qualcuno che aveva taciuto il segreto assieme a lei.
Sarebbe un fantasma di poche parole, quello di Carlina, che ancora oggi farebbe una compagnia tutta particolare alle spose milanesi. Niente scalpiccio delle sue scarpette per le scale del Duomo; niente lacrime ancora piene di rimorso, come forse avrebbe voluto una leggenda più prevedibile. Sono i fotografi di nozze, piuttosto, a segnalare la sua presenza: pare infatti che il fantasma, avvolto nel nero del suo vestito, faccia apparizioni di buon auspicio alle coppie di sposi che escono dal Duomo o che sostano sul sagrato per farsi immortalare con la chiesa sullo sfondo. Una sagoma abbastanza definita, occhi tondi, bianchi e glaciali, Carlina sbucherebbe solo nelle immagini, ma solo delle coppie che le ispirano più simpatia. Perché a loro vada la fortuna e il coraggio di vivere felice come lei non riuscì a fare al fianco di Renzo. Tutte immagini, però, gelosamente custodite nei cassetti delle camere da letto. O magari quelli, inesauribili, della fantasia.

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