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Presto online il mio viaggio tra anime fragili e i corpi di carta. E una Rete sempre più organizzata per perpetrare l’incubo di milioni di famiglie. I siti “pro ana”.

Quando essere pelle e ossa diventa una ragione di vita. Un culto da praticare e condividere, e da ossequiare religiosamente con quotidiane gocce di sudore. È questo lo spirito che muove siti e blog definiti pro ana (pro anoressia), nei quali donne – perlopiù sotto i trent’anni – condividono esperienze, consigli, ricette esistenziali puntate al perseguimento stoico di una sagoma filiforme. “L’abnegazione per questo scopo, questa vera e propria ragione di essere– racconta Letizia, 26 anni, uscita dal tunnel dell’anoressia e della bulimia ed ex frequentatrice dei siti pro ana – nobilita le persone. O almeno questo è ciò che una donna sente quando si trova in quella spirale. Pesare poco più di trenta chili è la soluzione a qualunque problema. Sgravarsi dal peso non solo corporeo, e personale, ma da quello della vita”.

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