Di seguito, la bella recensione di Martino Ciano per la rivista Satisfiction: si parla del mio ultimo libro.

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L’erotismo è un linguaggio, ma in letteratura può diventare un’arma a doppio taglio. Da una parte può rendere la lettura sensuale, portandoci per mano in territori cui accediamo solo in alcuni momenti; dall’altra può apparire volgare e invece di creare assenso, dà sfogo alla nostra ilarità.

Simonetta Caminiti non cade in questo banale errore. Tratta con l’erotismo nella sua dimensione naturale, non lo fa sconfinare nella facile retorica “pornografica”. Il suo eros diventa piacere che travolge, che si manifesta con naturalezza. La scrittrice calabrese non mette in mostra la “bestialità” dell’atto sessuale, ma la sua semplicità.

Le ragazze del borgo è una raccolta di tre racconti. Narra le vicende di Caterina, Elisa e Ily, adolescenti e donne con i loro pensieri e le loro paure, pronte a scoprire e a scoprirsi, perché l’erotismo è un dialogo con se stessi e con il partner. Il corpo è il medium, la psiche è il luogo in cui la paura e il tabù si manifestano, l’anima invece interpreta liberamente il proprio bisogno di esprimersi. La Caminiti sintetizza questo dialogo con molta semplicità e con ottimi risultati.

Le pagine scorrono piacevolmente e nei momenti piccanti resterete colpiti da questo intreccio “disarmonico” ma perfettamente “orecchiabile” tra termini popolari e aulici, metafore ariose e a doppio senso. Insomma, vi troverete davanti a una scrittura viva, danzante, in continuo movimento; erotica proprio come Duchamp rappresentava l’eros nelle sue opere concettuali: “forza dinamica, quarta dimensione in cui i sensi dell’uomo si muovono freneticamente”. Non so se l’accostamento è stato fatto consapevolmente dalla Caminiti, ma non penso che si arrabbierà se uso il maestro del Dadaismo per far comprendere meglio la sua scrittura.

Le ragazze del borgo, però, è anche un focus su quei borghi “pigri e in cui le curiosità sono palpitanti”. Il paesino di provincia con il suo clima mite e il suo microcosmo apparentemente pudico è il palcoscenico su cui si sviluppano queste storie. Questo è il luogo in cui l’erotismo è un “non luogo”. La Caminiti invece lo fa apparire proprio qui, nel borgo, dove non dovrebbe esserci, dove potrebbe essere vergognoso.

Ciliegina sulla torta, nel corso dei racconti troveremo anche le fotografie di Manuel Colombo, per il quale ha posato la giovane Marta Renoir. Una scelta azzeccata, perché arricchisce di pathos la lettura.

Da leggere.

E, a seguire, la mia videorecensione per TeleScrivo di tre volumi della scrittrice francese Annie Ernaux: consigli di lettura… in tre minuti 🙂 (A tratti l’immagine si blocca per qualche secondo, ma pazientate ché torna il movimento dopo pochissimo…). 

 

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