Sono molto contenta di questa recensione di Piera Marino, perché dedicata al più piccino dei miei tre libri: l’unico cui scelsi di non dare un editore, per ragioni che spiego in questo articolo. Credo di non aver neanche mai cercato una gran pubblicità per questo volumetto che pure mi porto nel cuore da tre anni: speranzosa, immagino, di integrarlo al più presto con nuove opere e di ricavarne un’edizione tutta nuova. Sono entusiasta di quanto ne è stato scritto oggi. E condivido.

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“Il concerto” di Simonetta Caminiti è un ebook distribuito da Amazon. “Una scelta di libertà” ci racconta l’autrice “scaturita nel 2014. Avevo nel cassetto, sedimentati nel tempo, diversi componimenti in prosa, ma troppo poco numerosi e troppo slegati tra loro quanto a genere per pensare a un’edizione vera e propria. Ecco perché si chiama Il concerto, è un’opera molto breve, e ha una collocazione del tutto particolare anche sul mercato”. In effetti è un’antologia atipica, che racchiude racconti molto diversi tra loro: piccole storie ispirate a fatti reali (ma conosciuti da Caminiti nel corso della sua vita privata), pagine di cronaca narrati in una prosa quasi lirica, brani simili alle sceneggiature (è il caso del bellissimo, mozzafiato Ghastly), e perfino una lunga fiaba (Ninfodora arrossisce). Facile è però farsene un giudizio positivo, perché il filo rosso che lega queste bellissime storie racchiuse in meno di cinquanta pagine, è la capacità di Simonetta Caminiti di sviscerare i suoi scenari, le sue trame semplici, i suoi personaggi complessi, con uno spessore e una poesia davvero rari. Delicatissimo il brano intitolato La ciminiera: un racconto asciutto, narrato in prima persona, una pagina del diario personale di Simonetta Caminiti in cui nulla è romanzato: “Era il 26 agosto del 2010 e stavo percorrendo tutto il Paese in treno, dalla mia Calabria alla Bologna del mio fidanzato. Conobbi questa famiglia, una mamma e due figlioli che non potevano sfuggire all’osservazione, e che misero su, nella tratta Napoli-Bologna, un teatrino grottesco… dietro il quale, seppi alla fine del viaggio, si celava una tragedia”. Le storie di Caminiti nascono così, da piccole immagini, perfino da canzoni. È il caso di Ninfodora arrossisce, dedicato a un giovane orfano sordomuto che trova nell’arte il modo di comunicare col mondo molte cose, l’amore soprattutto. Ed il caso de La bella Marta, che narra la segreta vita e l’anima nascosta di una bambola. Poi c’è il nostro preferito, Granito rosa: “quello è una pagina del mio romanzo, Gli arpeggi delle mammole, a cui ho deciso di dare vita propria. La storia vera di una signora particolarissima che ho avuto la fortuna di conoscere a Roma”. “Il concerto” è breve quanto di forte impatto, uno di quei libri che si leggono d’un fiato per restare. Sempre. Fortemente consigliato.

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