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Non sono ragazze qualsiasi, non sono neppure ragazze. Si tratta di «bambole intelligenti, che invaderanno il mondo ad una velocità che nemmeno vi immaginate»,. Lo rivela Joaquim Lousquy, il proprietario di Xdells, primo esperimento a Parigi di quella che lui definisce una «sala giochi»: ma che a noi sembra a tutti gli effetti una casa di appuntamenti futurista. Ha già venduto il concetto a 15 società in franchising, che apriranno in tutta la Francia e arriveranno in Italia fra qualche mese (la prima di queste «sale» sarà inaugurata nella provincia di Milano).

Intanto, oltre che intelligenti, queste bambole con le quali è possibile intrattenersi e avere incontri ravvicinati di «quel» tipo, sono straordinariamente belle. Le ciglia arcuate corniciano occhi color miele, lo sguardo è vitreo, ma vagamente malinconico: umanizza le labbra e i seni smisurati. È la Bocca di Rosa del Terzo Millennio, l’ultima frontiera del mestiere più antico del mondo: un androide. Insomma, all’ombra della Tour Montparnasse, a Parigi, il primo febbraio scorso è stato riaperto un bordello che sembra quasi fantascientifico, benché il proprietario rifiuti con ostinazione di far ricadere il suo esercizio commerciale in questa categoria. In effetti, però, a cosa somiglia un posto in cui, per 87 euro all’ora, è possibile fare sesso senza limiti? Peraltro, senza pagare supplementi per prestazioni «speciali» e soprattutto senza infrangere la legge, che in Francia, in materia di prostituzione, è implacabilmente rigida.

Il Richard Gere di Pretty Woman non offrirebbe a una di quelle ragazze le proverbiali fragole con lo champagne che fecero innamorare Julia Roberts. E se in Her, il film 2013 di Spike Jonze, Joaquin Phoenix perdeva il cuore per un software intelligente di nome Samantha, qui c’è materiale per una sceneggiatura con ottimi precedenti hollywoodiani, ma anche intense riflessioni. «Le bambole, vengono lavate con acqua e sapone dopo ogni passaggio – spiega  Joaquim a Vanity Fair – , sterilizzate con una soluzione idro-alcolica e infine spruzzate con uno spray speciale, che lascia questa specie di polverina», perché, specifica, «l’igiene è la prima regola». Tutto è stato congegnato a regola d’arte, naturalmente. I cosiddetti «spazi giochi» sono insonorizzati, dotati di elementi hi-tech, e in particolare un letto molto basso, perché «le bambole sono pesanti e non si spostano da sole: è necessario mettersi alla loro altezza». Campeggiano uno schermo gigante sul quale sono proiettate pellicole pornografiche e un piccolo tavolo con preservativi (che sono obbligatori). Infine, candele rosse profumate, che forse ricreano quell’aura romantica non del tutto impensabile perfino quando l’eros si consuma con la riproduzione in gomma di una donna vera. Quella che sotto i seni non ha un cuore, ma, per il resto, sembra saper fare proprio tutto.

Joaquim Lousquy, la mente e l’anima di tutto questo, ha solo 28 anni e una laurea in marketing. «Nei prossimi anni – dice – , le sexdoll aumenteranno a dismisura, anche nella versione maschile, che sarà a disposizione nel mio spazio dalle prossime settimane».

Con 19 euro in più, si può affittare un casco totalmente connesso, per entrare in un mondo virtuale, in cui, attraverso i movimenti della testa, si partecipa ad un film pornografico. E pensare che, una volta, la realtà virtuale di questo tipo era sfruttata per sognare di viaggiare nell’universo, tra pianeti lontani, appannaggio di astronauti fortunati e ambiziosi. Roba per pochi eletti su questo pianeta. Dalle stelle alle «sale giochi», sì, ma con le bambole maggiorate.

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