“L’inventiva non manca davvero alla giovane Caminiti.
Il secondo aspetto che colpisce, leggendo il romanzo, è il linguaggio.
L’autrice gioca bene con i colori, quando descrive occhi, pelle, capelli, vestiti, quasi come un pittore con la sua tavolozza. Poi lavora con le forme: spigoli, fossette, angoli, sporgenze, rotondità.
Aggiunge una spruzzatina di citazioni (canzoni, film, libri; soprattutto canzoni) tratte preferibilmente dal mondo anglosassone, ma con grande naturalezza. Imbastisce le scene con linguaggio informale, fresco, guizzante: nominalizza, disloca; usa iperboli, parolacce, termini gergali e familiari; alterna serie di punti, che fanno increspare il testo come il mare quando il vento soffia dalla costa verso il largo, a frasi distese legate da punti e virgola, come le onde basse, morbide e lunghe. Soprattutto, però, cuce insieme ogni cosa col filo robusto della metafora: con eruzioni vulcaniche di metafore, a volte molto ardite. Anche quando probabilmente la materia è stata sottoposta a rielaborazione, sembra tutto scritto di getto. Il linguaggio fa sprigionare iridescenze e bagliori perfino nei casi in cui l’autrice-scultrice aggredisce il marmo con pochi energici colpi di scalpello, giacché siamo nella fase di sbozzatura; salvo constatare che, appena sbozzata, la roccia è già opera.” (Tommaso Cariati su Gli arpeggi delle mammole/According to Eve – rivista SOS Scuola).

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Colgo l’occasione per segnalare che, mentre proseguono i miei lavori giornalistici (principalmente sulle testate Il Giornale, F, Linkiesta), ho pensato a rivedere fortemente questo spazio (il blog, intendo). Che, più che promozione delle mie prestazioni come cronista e narratrice su giornali e riviste, vuol diventare piattaforma e vetrina destinata al mio mondo creativo.

A tal proposito, sono contenta di precisare che la scelta del fumettista del graphic novel ispirato a Gli arpeggi delle mammole è avvenuta; renderò noto il suo nome (professionista eccellente, lui, e sono davvero felice di questa collaborazione) non appena mi sarà consegnato uno schizzo del volto della mia Diana, la protagonista. Volto ispirato a quello di un’attrice da me amata in modo particolare. La sceneggiatura del graphic novel è opera mia, e in fase di lavorazione.

Quanto a Specie meno note di sirene, è in programmazione una presentazione al pubblico quest’estate: in un luogo incantevole, che richiama sì il mondo delle sirene.

Questo è quanto. We’re happy.

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