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“Vorrei diventare famosa in qualche modo. Ballerina, scrittrice o soldato: qualunque cosa va bene!” scriveva Margaret a vent’anni. Gli anni Venti del Novecento. Il suo era un sogno ossessivo, confessato a un diario intimo perché non lo raccontasse a nessuno. Così lontana dagli Instagrammers, dagli Youtubers, dalle icone “social” che oggi si mettono in fila con la pazienza delle formiche e la fame di una vetrina qualsiasi, dal pulpito franco delle loro stanzette. Oggi. In questo 2019 appena iniziato in cui Margaret celebra due anniversari importanti: gli ottant’anni del film Via col vento (tratto dal suo unigenito romanzo), e i settanta dalla sua morte.

Creatura del 1900 (tondo tondo: Margaret nasce l’8 novembre di quell’anno), l’autrice di Rossella O’Hara è, ai tempi del primo conflitto mondiale, un’adolescente dagli occhi verde giada, vivi e decisi, incorniciati dalle stesse ciglia taglienti della sua protagonista. Nata ad Atlanta, in Georgia, in una ricca e importante famiglia di quel Sud degli Stati Uniti ancora ferito e umiliato dalla guerra di secessione. Un Sud che solo in questi anni si sta ricostruendo e svegliando da amarissimi incubi.

[Segue nelle mie 4 pagine su ‘O Magazine Febbraio 2019]