… E, mentre i postumi del Jova Beach Party a Praia a Mare (esperienza magica, fatata… ma senza l’incantesimo che elimini la fatica di una giornata sotto al sole, in una folla senza ossigeno, per di più aggravata dalla constatazione che pure nella roccaforte del “pilu” ove io io mi trovo a vivere… gli uomini ormai si depilino tutti! #orrore ), ho terminato di guardare entrambe le stagioni di… Big Little Lies.

Serie televisiva (ma vogliamo proprio chiamarla così?) che sancisce il ritorno supremo di chi già creò “Ally McBeal” (David E. Kelley, una delle personalità creative più geniali degli Stati Uniti), con la regia di Andrea Arnold (e chi la conosce si chiede cosa c’entri il taglio della Arnorld con quello di Kelley: un miracolo vero!), un cast che si commenta da solo… e l’intreccio di un romanzo che sto leggendo in questi giorni. Ne parleremo presto.

(Intanto… altri omaggi estivi).

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E ancora, una canzone. E’ una cover di Elvis, giacché a David E. Kelley (e io lo so bene, e lo comprendo benissimo) sono sempre piaciute molto le caramellose ballate degli anni ’60. Ha ragione se, come ho intuìto io, ritiene che quel sound resti unico al mondo per confessare sentimenti gravidi di sottotesti. Nulla come una “caramellosa ballata degli anni ’60” sa ancora dire tutto. La versione che propongo la canta sul palcoscenico uno dei personaggi di Big Little Lies (perché l’altro elemento di cui Kelley non fa a meno, qui, è il palcoscenico, il pulpito dei personaggi… e gli occhi commossi, infelici e mutanti degli spettatori). Questa è la dolce “The wonder of you”…