Il Blog di Simonetta Caminiti. Quello nuovo!

A proposito di Venezia

Pubblicato il settembre 3, 2018

A proposito… Un grazie caloroso all’affetto de Il Quotidiano del Sud. Qui, io come Tracy Chapman, a Venezia “concederò il bis” 💗 #6settembre #Biennale#Venezia75

quotiritaglio
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Un premio per me: grazie Acquafestival

Pubblicato il settembre 2, 2018

Torna ad Acquappesa il festival nazionale del doppiaggio, dove, esattamente 10 anni fa, cominciai le mie interviste nel settore che tanta fortuna mi ha portato.

Quest’anno ci sono tornata e ho ricevuto un premio: grazie di cuore al Comune di Acquappesa (CS) e a tutta la splendida organizzazione dell’evento.

(In attesa di sbloccare l’embargo sui dettagli che ci aspettano alla Mostra di Venezia tra pochissimi giorni 😉 )

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Prima pagina e… Venezia

Pubblicato il agosto 29, 2018

Altra prima pagina mia su Il Giornale: oggi parlo degli 87 milioni di euro che gli italiani pagano (in mutui sonanti) per l’istruzione dei figli. Le borse di studio? L’Italia è tra i fanalini di coda.

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E poi… Venezia. Il 6 settembre, hotel Excelsior (Lido), all’interno della Mostra internazionale del cinema, sarò tra i presentatori di questo evento: lancio della rivista e passerella di un’accoppiata d’eccezione di piccoli-grandissimi doppiatori. Prosegue insomma il viaggio di “Senti chi parla”… Vamos!

 

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Prima pagina su Il Giornale di oggi… e altre novità

Pubblicato il agosto 27, 2018

Mi sono occupata di vacanze in prima pagina su Il Giornale due volte, in questi giorni.

La prima, qualche giorno fa, a proposito del fatto che, in Italia, le settimane di libertà dei bimbi dalla scuola sono ben 13: guinness europeo con croci e delizie del caso.

La seconda, proprio stamattina. Boom di vacanzieri a settembre. Ricordate il trio Solenghi-Marchesini-Lopez? Prendeva in giro gli italiani sul luogo comune che i mesi ideali per villeggiare fossero proprio giugno e settembre. Ebbene, il boom di quest’anno in Italia, nel mese del foliage, sarà di 13 milioni di viaggiatori. Se l’estate durasse due mesi in più, avremmo 230mila posti di lavoro occupati.

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Poi c’è questo: il progetto “Senti chi parla” che diventa premio e celebra i 30’anni di Nuovo cinema paradiso. Questa è solo la prima tappa, e lo sponsor e la rivista ‘O, sulla quale scriverò a partire da ottobre. Presto, altre novità.

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http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/festival-delle-storie-fa-festa-ai-doppiatoria-nuovo-cinema-1568300.html

http://www.paeseitaliapress.it/news_8110_IL-FESTIVAL-DELLE-STORIE-DIVENTA-NUOVO-CINEMA-PARADISO-E-PREMIA-AGNESE-NANO-E-LE-VOCI-DEL-CINEMA.html

http://www.close-up.it/alvito-fr-28-agosto-premio-del-doppiaggio-senti-chi-parla-celebra-i-30-anni-di-nuovo-cinema-paradiso

http://www.gazzettadelsud.it/news/spettacoli—cultura/303782/premio-alberto-sordi-ad-agnese-nano.html

Sopralluoghi a Venezia e tanto amore

Pubblicato il agosto 22, 2018

Quest’anno, dalla fine dell’estate in avanti, la RIVOLUZIONE 🙂

Appuntamenti a go-go, a cominciare dal Festival delle Storie nel Frusinate, tra pochi giorni, all’interno del quale il mio libro “Senti chi parla”… diventa un premio. E si celebrano i 30’anni di un film premio Oscar. Responsabile della comunicazione dell’evento, orgogliosissima, io.

Poi, Mostra del cinema di Venezia: qui, per me, una veste inedita che mi incuriosisce moltissimo.

E poi… e poi… oltre l’arcobaleno. Oltre gli oceani  (ma tutto con discrezione e pazienza ;))

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Terremoto in Indonesia, la mia pagina su Il Giornale di oggi, e inoltre…

Pubblicato il agosto 7, 2018

Vita da freelance vuol dire raccontare emergenze internazionali anche nel cuore dell’estate. terremoto_indonesia

… D’altro canto, può capitare che, giusto quando hai finito di scrivere il pezzo, ti trovi al telefono con l’icona romantica di uno dei tuoi film preferiti di sempre.

Questo, perché quest’anno ho il piacere (la gioia) di curare la comunicazione di un progetto che si svolgerà alla fine di agosto, e che riguarda proprio il cinema. Restez à l’écoute!

Il mio servizio di oggi, su Il Giornale

Pubblicato il agosto 6, 2018

Altro pezzo sull’amore animale che mi piace condividere.

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Si era avventurato, come altre volte, tra i boschi della Garfagnana, nei paraggi della sua Viareggio, per raccogliere funghi. Ma Marco Bacci (55 anni), dopo l’escursione di due giorni fa non è più tornato a casa: caduto in dirupo, è rimasto ucciso. Ci era arrivato con la sua moto e, una volta in zona, per cause in corso di accertamento, è finito in un precipizio profondo 150 metri nell’area di Limano (Lucca):  un luogo isolato dove la vegetazione s’infittisce, e le ricerche diventano ardua impresa. Marco Bacci si recava spesso in quelle zone, e nel bosco possedeva una casa: accanto a lui, sempre i suoi due cani.

Quando, alle 15.30 di sabato, un suo amico non lo ha visto rincasare, l’ansia che fosse capitato qualcosa di tragico  non si era fatta aspettare; tanto più che uno dei due cani aveva percorso il sentiero del ritorno tutto solo, e alla proprietà del padrone ci era arrivato. Vedendo l’animale rientrare senza Marco, l’amico si è insospettito. Il cane aveva dato un preciso segnale d’allarme: stava cercando aiuto. Vani i tentativi di contattare la vittima dell’incidente per telefono, dunque l’amico si è addentrato nel bosco e, dopo circa un’ora e mezza, lo ha trovato laggiù, senza vita. Lo scenario struggente che gli è parato davanti, però, era un miracolo d’amore: se uno dei cani era arrivato fino a casa per chiamare aiuto, l’altro era rimasto lì, accanto a Marco, a vegliarne la salma. Un’immagine mozzafiato, di dolore e tenerezza, offerta agli occhi dell’uomo che, attorno alle 17.00, ha chiamato i soccorsi. Nulla da fare, elisoccorso incluso. Marco se n’era andato. Non è ancora chiaro come e perché sia successo, cosa si sia messo di traverso e la certezza di averlo perso, per i suoi affetti, è l’unica. O forse no. L’altra è che Marco Bacci, alla fine della sua vita, non è rimasto solo. I suoi ultimi istanti di vita si sono svolti accanto ai suoi cani: col sentimento dell’emergenza che solo un paio di esseri umani avrebbero avuto, si sono istintivamente spartiti i compiti. Uno si è messo sul cammino che conosceva da sempre, quello verso la casa dell’adorato padrone, alla ricerca di amici che potessero sottrarlo alla morte; l’altro, immobile, gli ha impedito la solitudine anche quando non c’era più nulla da fare. È rimasto accovacciato accanto al padrone, lo ha protetto dal terrore e dalla sofferenza che, forse, per il povero Marco, erano già finiti.

Non è il primo caso di quattrozampe che balzano alle cronache per aver sfidato il traffico, l’oscurità della natura, le calamità più trasversali, pur di non lasciare solo chi avevano tanto amato. Per assisterlo fino all’ultimo battito, per sperare il miracolo, per dirgli addio.