Il Blog di Simonetta Caminiti. Quello nuovo!

“Like Nobody can”

Pubblicato il aprile 6, 2021

  • Gli occhi di V. si illuminarono di un bagliore umido quando vide la mano del padre su una di quelle corde. Papà… e questo largo e sordo strumento fatto di fili duri, pensò: la mia identità completa. Perché forse vado a tradire chi sono. Tuttavia, è quello che desidero.
  • …Appena mi ci fui insediata nell’ultima settimana di settembre, fu un poster che ritraeva la mia T. Una foto di quando aveva quindici anni e balzava col suo tutù e la schiena simile a un arco che scocca dardi di luce, un’arpa che suona muta, e le belle gambe fine divaricate come una forbice d’argento. Nello sfondo nero, quell’essere vaporoso e gentile mi riempiva la casa. Non ci vedevo niente di strano, io. Macabra, avrebbe definito la mia scelta qualche sciocco che sarebbe passato nel mio letto nei mesi a venire. V., invece, durante la prima visita nel mio appartamento, sorrise davanti al poster con gli occhi lucidi. Accarezzò coi polpastrelli il viso di profilo di lei, e poi appoggiò delicatamente il polpastrello del suo indice alle labbra sue stesse: la baciò, la benedisse.

Due colori diversi per due diversi romanzi che sto scrivendo. Per la prima volta, condivido brevissimi stralci di entrambi i testi.

E appoggio una tavola solo “inchiostrata” del graphic novel che sto sceneggiando. (I colori direbbero già troppo di queste creature che qui si fiutano: spudorate e guardinghe, limpide… e timide come lepri).

La verità… è che ho un blocco che riguarda collo/spalle/schiena e che rallenterà per qualche settimana il mio lavoro. O almeno, così ha “promesso”.
Però lascio una canzone che mi tiene compagnia anche nella nebbia.

Fritto misto

Pubblicato il marzo 28, 2021

Questa è una clip della diretta Instagram (affollata e per la quale ringrazio la blogger Miriam Messina) in cui la “mia” autrice Lucrezia Bano (che ha scritto Il genio, primo romanzo de “Le trame di Circe Edizioni”) si racconta un po’.

Oggi è Domenica con D maiuscola, ma dolce sarà lavorare: scrivere.

Sono alle prese con la sceneggiatura del graphic novel con Letizia Cadonici, in uscita a fine anno; sto scrivendo due romanzi, parallelamente al mio impegno quotidiano di editrice.

Segnalo che, nel magazine in foto qui accanto (Libri&Parole, mensile di “Words Edizioni”) è uscita in marzo la prima parte del mio “racconto a puntate” Tutto il cuore del Presidente, inedito ed esclusivo per questo progetto.

Cos’altro aggiungere? Che… beh, alla mia Diana (“Diana, 1999”, graphic novel + “Il bacio”, romanzo) sarebbe “comodo” pensare il minimo indispensabile. Ma… attorno a Lei, continuano a muoversi tante di quelle cose che pensarci poco è difficile, e sarebbe un peccato.
(Questo è il frame di un video in cui, 8 mesi fa, parlavo proprio della sua storia, dei miei volumi incentrati su “Diana”. E il vento d’estate era alito lieve come una carezza dei cieli su un soffione…).

Ritorneranno su Il Giornale Off

Pubblicato il marzo 23, 2021

GRAZIE a Il Giornale Off e a Marco Bonardelli🟢🟢🟢 IMPORTANTISSIMO: Approfitto dell’occasione per invitare a NON confondere il Nostro Pino Caminiti, autore di #Ritorneranno con nessuno dei suoi omonimi e/o conterranei; taluni impegnati nel campo delle arti e della politica ma che non sono il Nostro Autore (1948-2018), il quale NON HA MAI DISPOSTO DI DI UN SITO WEB e che ha dedicato la vita solo alla professione di insegnante e scrittore (poeta e saggista, classicista). Ancora grazie!! 💓

LINK:

Primavera e (ovvero “è”) Poesia

Pubblicato il marzo 21, 2021

Questa è una lirica contenuta in RITORNERANNO di Pino Caminiti (mio padre).
Poeta raffinato poiché poeta in quel livello di Sé in cui non albergano parole; poi, abilissimo con le parole.

Scrissi alcuni versi nel marzo di quattro anni fa. Ero accanto a lui, di fronte a questo tramonto, nello slargo del Santuario di San Francesco di Paola… di fronte al tramonto che immortalai. E i miei versi scorrono dopo la fotografia, che conservo con amore.

Il segreto del vento

Voce tra le foglie

È il fiato di un bimbo

nella barba del Santo.

Scintille di mare,

rose pallide che muoiono

nelle piaghe del cielo scarlatto.

Onde schiuse,

come bocche in preghiera,

oro di luna, Passione.

Primavera in santuario.

Recensione “Ninfodora” (meravigliosa)

Pubblicato il marzo 16, 2021

“Per tutta la breve storia dell’amore del giovane per la donna misteriosa, ribattezzata con l’appellativo di Ninfodora, sono tanti i dettagli lasciati alla fantasia del lettore […] per lasciar scoperta l’impalcatura del racconto, essenziale e poetica.
Questo sentimento senza speranza che esalta le qualità e le doti umane di un giovane ai margini della società non può non riportare alla mente il Gobbo di Victor Hugo e l’amore per la bella Esmeralda che dona il coraggio di ribellarsi all’ingiustizia; ma ricorda anche la tradizione fiabesca del grande scrittore danese Hans Christian Andersen, di cui Simonetta Caminiti – non a caso – è una delle più grandi esperte italiane.” Barbara Merendoni scrive una recensione da fuoriclasse per @criticaletteraria . La ringrazio di cuore 🙏✨

Link:

https://www.criticaletteraria.org/2021/03/simonetta-caminiti-ninfodora.html?fbclid=IwAR10_AEeprzNjV7WZgXM9U57M02SP2ID32-E9bDpcFbze8TPHyfB1l8Vfto

Ecco tutto.

Pubblicato il marzo 13, 2021

Volevo solo dire che certe cose, comunque si concludano, sono già sogni epocali realizzati.

Cose per cui chi scrive storie diventa una persona nuova. Specialmente se ti giungono tra capo e collo.

Volevo dire questo, e niente altro.
Appoggio i miei occhi: un “giochino” che facevo imitando Audrey Tatou in un film, nel settembre di due anni fa.

Guilty

Pubblicato il marzo 7, 2021

«Io non credo» dicevo ancora «che Khady avesse mai considerato quella persona tanto di più che la sua
provenienza. Non avevamo una grande opinione di lei, in casa mia. È solo che Khady è troppo dolce per negare una
risposta a chiunque.» Forse, mi racconto adesso, non ero convinta di tutti i singoli concetti, ma solo del senso generale. Il fatto che mia sorella avesse assunto distanze che ancora non sapevo se definire disumane, o piuttosto, comprensibili:
questo era il senso generale. E posso dire che questo nodo non si sarebbe sciolto mai.
«Secondo me sta sopravvivendo ed espiando a modo suo» disse la mia amica. «Non ha detto niente a nessuno proprio per
evitare di dover simulare cose che non sente, poveretta. Si vergogna della sua forza, ha paura di dover affrontare un
polverone più grosso del… Oh, be’, non voglio dire più grosso della disgrazia, ma…» E poi aggiunse: «In ogni caso
era sempre sua madre. Io non penso sia rimasta così illesa come sembra».

[…]

Ed era esatto, mi comportavo come con altre persone che conoscevo e che avevano subito dei lutti: come se fosse stato, in fondo, un lutto familiare pari a qualunque altro. Del resto, ci sono cose di cui non si osa domandare neppure agli intimi.
Ogni volta che mi rendevo conto di non sapere che pesci pigliare; ogni volta che mi sentivo al cospetto di Khady come
mi sarei sentita nei riguardi di chiunque al posto suo, mi sentivo
colpevole. A parole ripetevo: È del tutto normale. Ma
non era mai quello che sentivo.

(Così nel mio romanzo Il Bacio – Words Edizioni -, parla Diana. E così nel fumetto, Diana, 1999 – La Ruota Edizioni – più o meno nelle stesse scene..)