Il Blog di Simonetta Caminiti. Quello nuovo!

Di tutto un po’

Pubblicato il febbraio 26, 2019

Più opportuno sarebbe chiedere, forse: “E’ più facile far finta di dimenticare… o far finta di perdonare? Quanto è IMPOSSIBILE dimenticare, e quanto è difficile perdonare davvero?”🧐… Ma forse diventava marzulliana sul serio, la questione.

Così introduco,più a caldo, questo breve video lanciato lo scorso sabato sulla pagina Facebook del mio romanzo: 

E mi permetto di fare ancora un po’ di pubblicità a ‘O Magazine, bellissimo “ritorno alle origini”, per me: ovvero ad approfondimenti quieti e meditatissimi su temi culturali che amo. Una rivista alla quale vi invito ad abbonarvi, non solo per la qualità e il prestigio delle firme; abbonatevi a questa testata, piuttosto, se siete amanti letteratura, della carta e dell’inchiostro, delle illustrazioni visionarie e belle, in un’era così liquida che sembra non lasciare traccia. Amanti delle inchieste che NON finiscono sugli altri giornali. Perché il mainstream è appagante, per chi si occupa di comunicazione e giornalismo (ed io ho la fortuna di lavorare per realtà editoriali diffuse e popolari): ma la magia di un magazine così particolare va premiata.

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Prosegue il mio lavoro per la rubrica “Real Life” di F.

E così la sceneggiatura del mio graphic novel (stiamo lavorando anche al preziosissimo trailer).
Ma il progetto a me più caro fra tutti… è la nuova edizione di un libro del mio Papà. Ringrazio la generosa e bella Fondazione che mi ha contattata per questo progetto; ringrazio di cuore i contributi di chi curerà la prefazione e i commenti. Ringrazio chi ha amato la persona e l’opera del mio adorato padre: chi, con questo impegno, con questo onorato calore verso di lui, mi restituisce un po’ il suo…

 

(Mi piacciono) i vincitori del premio Agnes 2019.

Pubblicato il febbraio 22, 2019

Ci sono tre nomi cui sono legata da stima (Andrea Di Ciancio e Roberto Arduini, conduttori de I Lunatici su Radio Rai 2, che mi hanno ospitata e intervistata nella loro splendida trasmissione) e da affetto, ammirazione profonda e commozione (il bravissimo e a me caro Antonio Megalizzi, alla cui memoria è stato riservato un riconoscimento) nel prestigioso Premio Agnes di quest’anno.

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Orgogliosa di condividere:

https://www.adnkronos.com/cultura/2019/02/22/svelati-vincitori-del-premio-biagio-agnes_vSokvfrdyLA0XnPu4koqEN.html?fbclid=IwAR17lsW9WSI7EqXfa_4hHMObsCdHcWWRjIc7urENegGPqD-kQratlOh_MxQ

Il mio servizio su ‘O questa settimana

Pubblicato il febbraio 16, 2019

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“Vorrei diventare famosa in qualche modo. Ballerina, scrittrice o soldato: qualunque cosa va bene!” scriveva Margaret a vent’anni. Gli anni Venti del Novecento. Il suo era un sogno ossessivo, confessato a un diario intimo perché non lo raccontasse a nessuno. Così lontana dagli Instagrammers, dagli Youtubers, dalle icone “social” che oggi si mettono in fila con la pazienza delle formiche e la fame di una vetrina qualsiasi, dal pulpito franco delle loro stanzette. Oggi. In questo 2019 appena iniziato in cui Margaret celebra due anniversari importanti: gli ottant’anni del film Via col vento (tratto dal suo unigenito romanzo), e i settanta dalla sua morte.

Creatura del 1900 (tondo tondo: Margaret nasce l’8 novembre di quell’anno), l’autrice di Rossella O’Hara è, ai tempi del primo conflitto mondiale, un’adolescente dagli occhi verde giada, vivi e decisi, incorniciati dalle stesse ciglia taglienti della sua protagonista. Nata ad Atlanta, in Georgia, in una ricca e importante famiglia di quel Sud degli Stati Uniti ancora ferito e umiliato dalla guerra di secessione. Un Sud che solo in questi anni si sta ricostruendo e svegliando da amarissimi incubi.

[Segue nelle mie 4 pagine su ‘O Magazine Febbraio 2019]

Dalla torre di controllo

Pubblicato il febbraio 13, 2019

… E mentre continuo a sceneggiare (nella fattispecie, un capitolo del tutto inedito rispetto al romanzo) il mio graphic novel, la redazione di ‘O Magazine mi lascia vedere “in preview” le mie quattro pagine che saranno in edicola questa settimana. Un pezzo cui tengo moltissimo e che gode di una impaginazione davvero sorprendente; frattanto lavoro per F.

Ma da dove si svolge tutto ciò? Oggi, dal mio ufficio preferito. Il divano. Come Paolina Bonaparte. (Per gli scatti estemporanei e amatoriali, si ringrazia calorosamente… la mia mamma).

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“Dimmi cosa rileggi e ti dirò chi sei”

Pubblicato il febbraio 9, 2019

Possiedo una copia del romanzo Groviglio di vipere di François Mauriac del 1952; carta ingiallita, interlinea 1,5: 700 lire il prezzo del volume. Un volume che fu il primo, il primissimo romanzo consegnatomi da mio padre. Avevo 14 anni e non era una lettura tradizionalmente consigliabile per un’adolescente. Ma Papà sapeva sempre quello che faceva: e quel romanzo mi riempì il cuore, per tutta la vita. “Non molto capisco in base a quello che leggi, ma piuttosto in base a quello che rileggi” sosteneva proprio Mauriac.

Ne ho parlato brevemente (assieme ad altre cose) in questo video sulla pagina Facebook del mio romanzo.

Su Youtube, non ho resistito a inserire un flebile “tappetino” musicale: la versione tutta violini di Bella, dal musical Notre Dame de Paris… Perché a Notre Dame, nel 2006, sul sagrato l’ascoltai eseguita da un giovane violinista. E fu brivido.

Se non avessimo i ricordi…

Lettere dell’alfabeto

Pubblicato il febbraio 4, 2019

A Roma, Napoli, Frosinone e Milano (o in tutta italia su abbonamento) mi trovate sul bel mensile ‘O Magazinein edicola tra 10 giorni, e nell’edizione successiva (quella di marzo): con due storie, due mondi completamente diversi.

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Ma siccome sono la giornalista delle lettere dell’alfabeto (e che bello esserlo), ho appena avviato un servizio anche sul mio amato settimanale F… [All’opera, e sempre all’insegna della trasversalità!]. Hashtag del giorno “Freelance per passione”, oggi e sempre.

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New English Edition

Pubblicato il gennaio 23, 2019

Ehm… Si legge al contrario. Ma si legge, dài! E’ “Diana, 1999”, la nuova edizione in American English de “Gli arpeggi delle mammole” (stesso titolo del prossimo fumetto, come promesso). Sulla copertina c’è una ragazza ammantata nel nero delle sue incognite: il nero che è origine e fine di tutte le cose. Sotto un cielo di stelle. “Ma… non erano proprio stelle. Erano granuli bianchissimi, come chicchi di riso sfuggiti alla sua mano mentre correva inebriata dall’altra parte del cielo. E vi era arrivata correndo, naturalmente, per abbracciare John Lennon”. Così la prima pagina del mio romanzo, che Giulia Bottaro e Beatrice Pedata hanno fatto risuonare in altra lingua, senza tradire.

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[28.01.2019] Mi sono divertita anche a realizzare questa foto. La Senna alle spalle mie e dell’edizione francese del mio libro (finalmente in cartaceo tra le mie braccia).

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