Il Blog di Simonetta Caminiti. Quello nuovo!

Terremoto in Indonesia, la mia pagina su Il Giornale di oggi, e inoltre…

Pubblicato il agosto 7, 2018

Vita da freelance vuol dire raccontare emergenze internazionali anche nel cuore dell’estate. terremoto_indonesia

… D’altro canto, può capitare che, giusto quando hai finito di scrivere il pezzo, ti trovi al telefono con l’icona romantica di uno dei tuoi film preferiti di sempre.

Questo, perché quest’anno ho il piacere (la gioia) di curare la comunicazione di un progetto che si svolgerà alla fine di agosto, e che riguarda proprio il cinema. Restez à l’écoute!

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Il mio servizio di oggi, su Il Giornale

Pubblicato il agosto 6, 2018

Altro pezzo sull’amore animale che mi piace condividere.

padroneluccacani

Si era avventurato, come altre volte, tra i boschi della Garfagnana, nei paraggi della sua Viareggio, per raccogliere funghi. Ma Marco Bacci (55 anni), dopo l’escursione di due giorni fa non è più tornato a casa: caduto in dirupo, è rimasto ucciso. Ci era arrivato con la sua moto e, una volta in zona, per cause in corso di accertamento, è finito in un precipizio profondo 150 metri nell’area di Limano (Lucca):  un luogo isolato dove la vegetazione s’infittisce, e le ricerche diventano ardua impresa. Marco Bacci si recava spesso in quelle zone, e nel bosco possedeva una casa: accanto a lui, sempre i suoi due cani.

Quando, alle 15.30 di sabato, un suo amico non lo ha visto rincasare, l’ansia che fosse capitato qualcosa di tragico  non si era fatta aspettare; tanto più che uno dei due cani aveva percorso il sentiero del ritorno tutto solo, e alla proprietà del padrone ci era arrivato. Vedendo l’animale rientrare senza Marco, l’amico si è insospettito. Il cane aveva dato un preciso segnale d’allarme: stava cercando aiuto. Vani i tentativi di contattare la vittima dell’incidente per telefono, dunque l’amico si è addentrato nel bosco e, dopo circa un’ora e mezza, lo ha trovato laggiù, senza vita. Lo scenario struggente che gli è parato davanti, però, era un miracolo d’amore: se uno dei cani era arrivato fino a casa per chiamare aiuto, l’altro era rimasto lì, accanto a Marco, a vegliarne la salma. Un’immagine mozzafiato, di dolore e tenerezza, offerta agli occhi dell’uomo che, attorno alle 17.00, ha chiamato i soccorsi. Nulla da fare, elisoccorso incluso. Marco se n’era andato. Non è ancora chiaro come e perché sia successo, cosa si sia messo di traverso e la certezza di averlo perso, per i suoi affetti, è l’unica. O forse no. L’altra è che Marco Bacci, alla fine della sua vita, non è rimasto solo. I suoi ultimi istanti di vita si sono svolti accanto ai suoi cani: col sentimento dell’emergenza che solo un paio di esseri umani avrebbero avuto, si sono istintivamente spartiti i compiti. Uno si è messo sul cammino che conosceva da sempre, quello verso la casa dell’adorato padrone, alla ricerca di amici che potessero sottrarlo alla morte; l’altro, immobile, gli ha impedito la solitudine anche quando non c’era più nulla da fare. È rimasto accovacciato accanto al padrone, lo ha protetto dal terrore e dalla sofferenza che, forse, per il povero Marco, erano già finiti.

Non è il primo caso di quattrozampe che balzano alle cronache per aver sfidato il traffico, l’oscurità della natura, le calamità più trasversali, pur di non lasciare solo chi avevano tanto amato. Per assisterlo fino all’ultimo battito, per sperare il miracolo, per dirgli addio.

La mia pagina su Il Giornale (la vicenda barbarica del cane Kaos), in prima pagina. E Specie meno note di sirene (recensione nuova)

Pubblicato il luglio 30, 2018

Si chiamava Kaos: un nome conciso che dice tutto, che parla di confusione, di emergenze da risolvere come nessun uomo, forse, potrebbe. E anche del nonsenso e del paradosso che ha messo fine alla sua vita. Kaos era il pastore tedesco che aveva recuperato vite umane tra le rovine del terremoto ad Amatrice, Norcia e Campotosto: ma è stato trovato morto ieri, probabilmente ucciso senza pietà da una dose di veleno. […]

Kaos_primapagina

Come detto a più riprese, saranno sempre meno i miei lavori giornalistici condivisi su questa piattaforma. Ciò posto, la storia di Kaos, in prima pagina oggi su Il Giornale, è una vicenda che mi ha impegnato il cuore.

In successione, all’interno di questo stesso post, salto di palo in frasca. E condivido questa recensione di Domizia Moramarco. Domizia parla del mio Specie meno note di sirene, e lo fa con una un’intimità e una personalità davvero speciali. Ringrazio “Cultura al femminile”, che mi ospita dunque per la seconda volta in pochi giorni. 

Specie_Moramarco

Eppure, una forza più grande risale dagli abissi del suo Io più nascosto e la porta ad affrontare la sua realtà.

Nonostante la brutalità delle verità nascoste delle storie narrate, la scrittura non subisce particolari variazioni, continua a scivolare come una melodia dal bel suono, in un richiamo ai notturni di Chopin, nell’andamento fluido, sulle note che infondono una sensazione di grazia discreta.

A volte la narrazione si carica di ornamenti, ma mai leziosi: sono leggiadri abbellimenti che mantengono salda l’idea di una genuinità di fondo dei protagonisti, uno stato d’animo di purezza che trascende il dramma della verità più rude.

Dietro questa apparente calma interiore si nascondono profondi turbamenti.

Link recensione completa:

http://www.culturalfemminile.com/2018/07/30/specie-meno-note-di-sirene-di-simonetta-caminiti/

Intervista a me, oggi, su Cultura al femminile

Pubblicato il luglio 25, 2018

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Simonetta piccola cosa sognava per Simonetta adulta?

Sognavo che nella vita avrei scritto sempre, e per sempre: era una certezza.

Lo davo così per scontato (più o meno dai sette anni in su), che in realtà immaginavo di intraprendere altre otto-dieci carriere parallele… e, nel frattempo, solo per passione e vocazione, scrivere storie!
Un sogno su tutti era quello di fare l’attrice, però. Avrei potuto baciare gli attori più belli del mondo. Ed ero spassosa – dicono – nelle imitazioni.

(Intervista completa a questo link:)

http://www.culturalfemminile.com/2018/07/25/intervista-alla-scrittrice-simonetta-caminiti/

Specie meno note di sirene – tappa calabra

Pubblicato il luglio 24, 2018

“Ogni pseudo dramma custodito nel profondo dei protagonisti è come uno specchio sociale del nostro io più vero, un’unica e melodiosa sinfonia della natura umana sotto ogni suo risvolto.” (Paese Italia Press)
“Di questo si parla: di vita e di morte, di viaggi senza ritorno (o forse, per fortuna e con grande sorpresa, di ritorno eterno?) che passano per profumi, suoni, schiocchi, sapori che Simonetta Caminiti ti porge con delicatezza disarmante. E uno stile che, in brani come Specie meno note di sirene (racconto particolarissimo, che dà il titolo all’antologia), ha l’eco armoniosa di Marguerite Yourcenar.” (nota di Barbara Monticelli).
“Simonetta Caminiti consegna al pubblico un volume di miscellanee che chiude in grande stile: con traduzioni personali delle liriche di Emily Dickinson” (Il Giornale)
“Mille linguaggi per raccontare la femminilità, non solo nei suoi bagliori, ma anche e soprattutto nelle sbavature e nelle preziose asimmetrie” (F, Cairo Editore). A Belvedere Marittimo (CS), ultima settimana di agosto, tappa calabrese del volume.

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