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La Gazzetta del Sud, 21 maggio 2017

 

Il mio romanzo d’esordio (“Gli arpeggi delle mammole”, pubblicato dapprima col titolo “L’amore secondo Eva”) è stato scritto tra il 2007 e il 2013. Dato alle stampe nel 2014, con una edizione nuova nel 2015, è stato tradotto in lingua inglese e attualmente (2018) sono in corso la traduzione in lingua francese, e l’adattamento a graphic novel. La prima presentazione al pubblico è avvenuta nel maggio 2015, presso la “Libreria del Viaggiatore” (Roma, Campo de’Fiori), coordinata dalla giornalista del Corriere della Sera Ester Palma e le letture dell’attrice/doppiatrice Domitilla D’Amico.

Il comic, la cui realizzazione è in corso, è il risultato della mia sceneggiatura e dei disegni di Lorenzo Nicoletti. Qui, la primissima tavola.

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Diana’s seventeen years slipped before her clean blue eyes so silently, she could hardly notice. Proud and lonely, she is more focused on watching her loved ones live than on living her own life. She has always been overshadowed by her twenty-year-old adopted sister; the beautiful Khady, an exotic, mixed race girl, gifted with a charming voice. Her only confidante is a peculiar “half-nun”. But it is 1999, the New Millennium is coming in Rome, and anything can happen when you are seventeen. You could even stumble upon the traces of your past, which is full of painful secrets, and be overwhelmed by feelings and discoveries that will change your path to the future. Forever.

Ecco la quarta di copertina e la copertina del mio romanzo in inglese, “According to Eve”, tradotto da Giulia Bottaro e Beatrice Pedata e pubblicato per il pubblico straniero da Lettere Animate. Il romanzo è in commercio in inglese a partire dal gennaio 2017.

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Dal 20 ottobre 2015, è disponibile in ebook e cartaceo il mio romanzo “Gli arpeggi delle mammole” (ex “L’amore secondo Eva”), edito da Lettere Animate.

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I diciassette anni di Diana sono scivolati davanti ai suoi occhi azzurri e puliti quasi senza che se ne accorgesse: orgogliosa, solitaria, più impegnata a guardar vivere le persone che ama che ad attraversare la vita sulle sue gambe. A farle ombra, la sua sorella adottiva di vent’anni: la bella Khady, esotica e mulatta con l’irresistibile dono del canto. E a registrare le sue confidenze, un’improbabile suora laica. Ma è il 1999, il nuovo millennio è alle porte, e tutto può accadere a chi ha diciassette anni. Anche inciampare in un passato di segreti che tagliano il cuore, ed essere invasi da sentimenti e scoperte destinati a cambiare per sempre la strada verso il futuro.

Booktrailer italiano letto da Simonetta Caminiti

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“Gli arpeggi delle mammole” in vetrina nella libreria Nuova Ave di Reggio Calabria

 

“È la storia di una generazione, i ragazzi del Millennium Bug, il baco che ha salvato i computer ma ha rosicchiato fette di anima. È la tristezza leggera come un velo e invadente come l’odore dell’erba del parco in cui avviene il primo vero incontro tra Diana e Filippo”. (Sabrina Cottone, giornalista de Il Giornale).

 

“Una narrazione, quella della Caminiti, completamente diversa dalle note operazioni letterarie sull’argomento.” (La Gazzetta del Sud)

 

“Tutto viene scorporato e smembrato, a parlare sono i pensieri della protagonista e la forma che lei dà loro. C’è l’erotismo solo immaginato, reso appetitoso da pensieri piccanti che giocano sul sottile filo che separa “istinto/razionalità”. (Gliamantideilibri.it)

“Il linguaggio fa sprigionare iridescenze e bagliori perfino nei casi in cui l’autrice-scultrice aggredisce il marmo con pochi energici colpi di scalpello, giacché siamo nella fase di sbozzatura; salvo constatare che, appena sbozzata, la roccia è già opera.”  (SoS-Scuola.it)

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RETE TRE DIGIESSE (Edizione del libro precedente – “L’amore secondo Eva”)

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Gli Arpeggi delle mammole promosso da F, Cairo Editore

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Intervista sul quotidiano regionale “Cronache delle Calabrie”

 

Video integrale della presentazione de Gli arpeggi delle mammole nel centro storico di Belvedere Marittimo (CS) – 26.08.2016.

IL BOOKTRAILER DEL ROMANZO RECITATO DALL’ATTRICE DOMITILLA D’AMICO (vecchia edizione “L’amore secondo Eva”, poi ripubblicato col titolo “Gli arpeggi delle mammole”).

Chi parla è Diana, 17 anni all’alba del 2000. Diana, un’adolescente spaventata e confusa, ingessata e altera: e tutta la sua maleducata voglia di amare. Poi c’è Khady, la bella mulatta: la sorella adottiva che le ruba la scena con la sua dolcezza e le ruba i ragazzi con la sua sensualità. Ma è la fine del 1999, e tutto può succedere a chi ha 17 anni.
Domitilla D’Amico – attrice e doppiatrice cinematografica – recita due brani del romanzo “L’Amore secondo Eva” (di Simonetta Caminiti, edizioni Il Pineto).

“C’è un futuro migliore del passato, al mondo?”. Se esiste, Diana non lo conosce e non riesce a desiderare di scoprirlo. Ha diciassette anni allo scoccare del Duemila, la protagonista di questo delizioso romanzo di Simonetta Caminiti. […]  Una sensibilità affinata e persino acuminata, che si riflette e si confonde nel sarcasmo doloroso di Filippo, il ragazzo amato e perciò abbandonato nel mondo dell’irreale e dell’impossibile, in un passato che non ha la forza di diventare presente né di credere nel futuro. Forse neppure di vagheggiarlo.

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E’ uno stralcio della prefazione del mio romanzo, L’amore secondo Eva (Casa Editrice Il Pineto, Brescia, 2014), a cura di Sabrina Cottone, giornalista de Il Giornale, impegnata su molteplici versanti della cronaca e vivace letterata.

In questa pagina, inserirò via via la rassegna stampa e le novità relative al libro, dalle varie presentazioni al booktrailer. Comincio con una intervista a me realizzata dalla collega Ottavia Laganà per il magazine online MP NEWS, a me caro da molti anni.

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Foto di copertina del libro, di Manuel Colombo

È un libro delicato e allo stesso tempo fortissimo, l’opera prima di Simonetta Caminiti. “L’amore secondo Eva”, Casa Editrice Il Pineto. La storia di una ragazza che, all’alba del terzo millennio, si affaccia sulla maggiore età un po’ impreparata, più abituata a osservare la vita che ad afferrarla e viverla. Finché non s’innamora di una persona, che però, date le circostanze, non potrebbe essere più “improbabile”. Ed è la storia dell’amore profondo, ricco di paradossi, tra due sorelle. Un testo colmo di eleganti descrizioni, sia del mondo esterno che di quello interno ai protagonisti, corredato della prefazione di Sabrina Cottone, giornalista de Il Giornale. Simonetta Caminiti, anche lei giornalista de Il Giornale (e Mondadori), esordisce come narratrice con un romanzo di formazione di 184 pagine da leggere tutte d’un fiato.

 

Simonetta, come e quando è nato “L’amore secondo Eva”?

 

“È nato nel lontano 2006, per concludersi solo nel 2013. Scritto in buona parte su un mucchio di quaderni nel 2007, e rivisitato dozzine di volte da cima a fondo. Nato con un altro titolo, che avevo scolpito nella mente: “Gli arpeggi delle mammole”. Che sembrava una citazione del Gattopardo, in cui sono le spighe di grano, nella descrizione di Tomasi di Lampedusa, ad “arpeggiare”. In realtà, chiunque legga il mio romanzo, può intuire perché la mia “stella polare” era questo titolo; un titolo allusivo alla musica e alle prime applicazioni alla vita di personaggi molto particolari, paragonati al fiore più delicato di Madre Natura. Mentre il romanzo fermentava nel mio cassetto, però, io passavo dai miei 23-24 anni ai 30, col rischio di abortire continuamente questa storia, che invece parla di tarda adolescenza. Per fortuna è accaduto il contrario. E il cambiamento del titolo è stato un passaggio naturale, giustamente esortato dagli editori ma esaudito con convinzione”.

 

Ci sono elementi autobiografici?

 

“Finché parliamo di elementi, potrei anche dirti di sì. Ma, appunto, elementi. La storia di Diana e Khady, certamente, non è la storia della mia vita.”

 

La struttura del romanzo è molto organica e tiene col fiato sospeso. Una scelta o un effetto involontario?

 

“L’idea era quella di sciogliere nel testo (che significa proprio, semanticamente ‘tessuto’, quindi si compone di fili intrecciati) svariate circostanze che tendono a una soluzione: un po’ come se fossero dei nastri che sembrano strapparsi all’improvviso, interrompersi più o meno bruscamente e cedere il passo ad altri nastri, per poi tornare, puntualmente, più forti di prima. Ma senza mai una vera soluzione, non definitiva e non categorica. Perché questa scelta? Perché così è la visione del mondo di un adolescente, quando la sua vita comincia a essere sconquassata da segreti più grandi di lui, la paura di non essere all’altezza del mondo, conflitti familiari e turbamenti sessuali”.

 

A proposito di questo, ha una grande importanza, in questo romanzo, la figura di Anais Nin, scrittrice di romanzi erotici.

 

“Assolutamente sì. L’effigie di Anaïs è fondamentale in questo romanzo. Non voglio spiegare il perché, per non rovinare la lettura del libro, ma Anaïs Nin rappresenta, in effetti, il potente e controverso rapporto tra sesso e parola, etica ed estetica dell’eros, specialmente nelle fantasie confuse e spaventate di una adolescente”.

 

La tua è una prosa ricca di descrizioni e molto introspettiva. Ti senti un po’, se non fuori moda (anche se in senso buono), controcorrente, nell’impiego di questo stile?

 

“Toccherebbe comprendere qual è la ‘moda’, e quale la ‘corrente’ della letteratura contemporanea, e stabilire una cosa simile è molto complesso! No. Prendo la tua domanda come un grande complimento. L’amore secondo Eva è la storia di un’anima, più che quella di una vita vissuta; sono gli eventi interiori, più che quelli intorno ai protagonisti, a mandare avanti l’intreccio. È naturale che le descrizioni degli ambienti e degli stati d’animo abitassero le pagine di un romanzo, come tu dici, ‘introspettivo’; e inoltre non so se sono in grado di scrivere diversamente, distillando una storia dalla profonda percezione delle piccole cose”.

 

Hai esordito con un romanzo di formazione/psicologico. A cosa ti dedicherai in futuro?

 

 

“Sto scrivendo un altro romanzo psicologico (e di formazione anche questo: un romanzo, cioè, il cui protagonista al principio della storia è molto giovane, ma intraprende un percorso di crescita ed evoluzione). E un altro libro, a quattro mani con un collega del Giornale. Nel cassetto riposano decine di storie, che spero possano prendere il largo al più presto. Intanto, spero che L’amore secondo Eva sia letto e apprezzato! Adoro mietere i feedback dei lettori anche come giornalista, e scrivere storie ti fa sbarcare su un pianeta meraviglioso, in cui le fantasie che abitano la tua mente e il tuo cuore scorrono finalmente anche sotto gli occhi degli altri: e tutto questo grazie alle pagine in cui tu stesso le hai racchiuse. Vorrei fare questo, per tutta la vita”.

 

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Immagine dal booktrailer

Altra recensione di Ottavia Laganà Chimenti inviatami tramite la libreria Mondadori online:

Diana è una ragazza di buona famiglia, ha diciassette anni e una vita racchiusa tra poche rassicuranti abitudini. Abita in una bella casa nel centro di Roma, coi genitori e una sorella adottiva poco più grande di lei: Khady, bella mulatta che incanta tutti con la sua voce di sirena e le forme palpitanti. Khady è la perfetta incarnazione di un paradosso. Da figlia adottiva, quindi ultima arrivata, a vera principessa della famiglia e della vita sociale condivisa con Diana. Ma Diana è troppo orgogliosa per ammettere di sentirsi piccola e sola, all’ombra di una sorella che sembra perfetta, e che invece custodisce – si vedrà – piccoli-grandi segreti. Diana è vergine. Fa della sua verginità un marchio identificativo, un pennacchio, una gabbia d’oro. Ma un giorno, sparse sul pavimento di una suora, trova delle pagine di letteratura erotica che cambiano la sua prospettiva. Senza concedersi agli uomini, decide di voler diventare la Anais Nin del terzo millennio. A proposito: siamo nel 1999 e il terzo millennio non è ancora arrivato. Tutto può cambiare: il vento delle possibilità soffia fresco e dolcemente spaventoso sulle tre vite dei personaggi principali: Diana (la protagonista), Khady (la statuaria e dolce sorella), Filippo (un ragazzo strano e crudele di cui Diana si innamora perdutamente).
“L’amore secondo Eva” è un romanzo di formazione tipico nella struttura e paradossale nello svolgimento. Come sotto tante maschere che rappresentano qualcosa (la suora che legge Anais Nin, la sorella che, da disadattata, diventa un punto di riferimento e stabilità in una problematica famiglia, un effeminato e rude ragazzo che strappa a Diana i primi veri turbamenti) ma ne racchiudono il suo opposto. Un’essenza difforme dall’apparenza. Anais Nin è il principale device di questa scelta narratologica: la linea di demarcazione tra etica ed estetica dell’erotismo, chiave di un Vaso di Pandora che vorrebbe essere ammirato nel suo splendore ma che resta inesorabilmente chiuso. Puntuale e delicata la prefazione di Sabrina Cottone, giornalista. Un romanzo che si divora e che trascina in un’età che nessuno di noi abbandona mai veramente.

 

 RECENSIONE DE L’AMORE SECONDO EVA SUL SITO “GLI AMANTI DEI LIBRI”

Di Martino Ciano

Esiste al mondo un futuro migliore del passato?

Un libro di amore, di gioia, di solitudine, di scoperta. Sono le quattro facce de L’amore secondo Eva di Simonetta Caminiti. L’autrice calabrese, nonché corrispondente de Il Giornale, ci consegna una storia raffinata, che a primo acchito sembrerebbe diretta a un target adolescenziale, ma che pian piano si trasforma in un’analisi profonda dell’amore.

La trama non è complessa. C’è al centro la storia di una ragazza adolescente con le sue paure e le sue incertezze, che si innamora di un ragazzo completamente diverso da lei. C’è l’incontro – scontro con sua sorella e la propria famiglia, ma c’è anche un ingrediente che rende particolare questo libro, ossia, la forte componente psicologica e comportamentale che l’autrice non manca mai di illustrarci.

Le descrizioni sono ben delineate ed è l’aspetto sensoriale e psicologico che viene messo maggiormente in risalto. Tutto viene scorporato e smembrato, a parlare sono i pensieri della protagonista e la forma che lei dà loro. C’è l’erotismo solo immaginato, reso appetitoso da pensieri piccanti che giocano sul sottile filo che separa “istinto/razionalità”.

È un continuo gioco di sensazioni che ci riportano indietro nel tempo. A quando adolescenti siamo stati solo spettatori di quella guerra che si è combattuta nelle nostre viscere, tra i nostri ormoni intenti a trasformare e ad alimentare il nostro corpo e quell’amore focoso che ci ha dato una nuova anima.

Nel libro di Simonetta Caminiti ripercorriamo questo viaggio. Riviviamo sulla nostra pelle queste sensazioni. L’amore di Eva è un’analisi profonda, estrema in alcuni punti, perché l’adolescenza non è un’età morbida. O è nera, o è bianca. È il momento in cui tutto si vive in maniera cosciente. Si scopre, si ama, si gioisce ma ci si sente anche unici, inimitabili e quindi soli.

Dal punto di vista tecnico siamo di fronte a una scrittura scorrevole, descrittiva, ma che lascia spazio all’immaginazione. L’autrice non si abbandona alla tentazione di cadere in uno smodato uso degli aggettivi. In alcuni punti ha un taglio cinematografico.

L’amore secondo Eva è un romanzo da leggere e da interpretare. Semplice ma altrettanto intrigante, dolce ma anche riflessivo. In poche parole un’opera che lascerà il segno nel lettore.

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Nella lista dei libri natalizi su Style de Il Giornale

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FUOCHI D’ARTIFICIO LINGUISTICI

RECENSIONE DE “L’AMORE SECONDO EVA” A CURA DEL PROF. TOMMASO CARIATI PER IL SITO “S.O.S. SCUOLA” 

Il romanzo d’esordio di Simonetta Caminiti, L’amore secondo Eva, è molto affollato. I personaggi, tantissimi, perlopiù giovani, passano il tempo tra uno svago e l’altro, chiacchierando, facendo prove tecniche di amoreggiamento. C’è chi suona, chi fa beneficenza nella parrocchia, chi studia (nel senso che è iscritto all’università, o al liceo), chi, uno solo, quando non suona, lavora in una fabbrichetta di jeans, ma lo vediamo armeggiare con gingilli più che alle prese con problemi di produzione, finanziari, fiscali, sindacali, di mercato. Si tratta di un popolo giovane di fancazzisti che navigano nel nulla alla svolta del millennio.
Il libro non è però la mera rappresentazione del quotidiano fluttuare, più o meno inconsistente, di una generazione bruciata. Sarebbe già un merito giacché mostrerebbe uno spaccato della società del nostro tempo priva, come appare, di punti cardinali e di carattere. Non è neppure un’opera imbastita per mostrare il punto di vista femminile sull’amore, a cui rimanda il titolo. No; è un tentativo di fare letteratura in modo originale, attraverso un’architettura non scontata, un potente linguaggio metaforico che è un vasto fuoco d’artificio linguistico lungo centottanta pagine. L’autrice immagina che la protagonista quindicenne Diana Delmoro affronti la scoperta della vita sessuale e i tormenti dell’eros con l’aiuto del libro di Anaïs Nin Il delta di Venere, di cui è venuta per caso a conoscenza, poi praticando in proprio la scrittura di racconti erotici, decidendo in seguito di partecipare al concorso letterario in due sezioni L’amore secondo Eva e L’amore secondo Adamo. Come se ciò non bastasse, l’autrice arricchisce l’intreccio immaginando che Diana, per partecipare al concorso col proprio racconto erotico, coinvolga nell’avventura Filippo, jeans maker e musicista, al quale è legata da sentimento di amore-odio, facendo iscrivere lui alla sezione L’amore secondo Adamo, visto che i termini per l’altra sezione sono scaduti. Diana trascina così Filippo, colpevole di avere una fidanzata, su un terreno sul quale è maestra, e lo punisce per averle rovesciato addosso con cattiveria i pettegolezzi scottanti che ha raccolto sulla famiglia Delmoro.
L’inventiva non manca davvero alla giovane Caminiti.
Il secondo aspetto che colpisce, leggendo il romanzo, è il linguaggio.
L’autrice gioca bene con i colori, quando descrive occhi, pelle, capelli, vestiti, quasi come un pittore con la sua tavolozza. Poi lavora con le forme: spigoli, fossette, angoli, sporgenze, rotondità.
Aggiunge una spruzzatina di citazioni (canzoni, film, libri; soprattutto canzoni) tratte preferibilmente dal mondo anglosassone, ma con grande naturalezza. Imbastisce le scene con linguaggio informale, fresco, guizzante: nominalizza, disloca; usa iperboli, parolacce, termini gergali e familiari; alterna serie di punti, che fanno increspare il testo come il mare quando il vento soffia dalla costa verso il largo, a frasi distese legate da punti e virgola, come le onde basse, morbide e lunghe. Soprattutto, però, cuce insieme ogni cosa col filo robusto della metafora: con eruzioni vulcaniche di metafore, a volte molto ardite. Anche quando probabilmente la materia è stata sottoposta a rielaborazione, sembra tutto scritto di getto. Il linguaggio fa sprigionare iridescenze e bagliori perfino nei casi in cui l’autrice-scultrice aggredisce il marmo con pochi energici colpi di scalpello, giacché siamo nella fase di sbozzatura; salvo constatare che, appena sbozzata, la roccia è già opera.

Per completezza, va rilevato però che i personaggi non sempre appaiono nitidi e inconfondibili, e in qualche caso mancano informazioni per orientarsi nella folla; l’incipit, probabilmente studiato, non pare contenga ologrammaticamente lo sviluppo dell’opera, e può risultare una pietra d’inciampo. Va detto pure che nel mondo ci sono altre preoccupazioni e occupazioni oltre che contemplare il proprio ombelico, e che l’amore non è solo eros, ma anche agape, filia e coinonia, fatto ignorato o tralasciato pure da Eva, la progenitrice, nel giardino della vita.
La terza coordinata del romanzo di Simonetta Caminiti sembra essere una sorta di abolizione dei confini tra realtà appartenenti a piani differenti. A volte non si sa se la scena fa parte della realtà della narrazione o è sognata, immaginata, frutto di allucinazione. L’effetto è straniante; si prova una sensazione simile a quella che si prova davanti ai quadri di Van Gogh o a certe scene de Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese. Una delle parti più potenti e vere dell’opera sembra essere quella in cui Diana decide, insicura e trepidante, ma decide di portare a Filippo il racconto da candidare al concorso erotico, anche con l’intento recondito di attirarlo nelle proprie trame misteriose. Un’altra scena molto efficace è quella in cui Filippo svela con cattiveria a Diana che sulla sua famiglia, in particolare sul conto della
madre e di un prozio, si raccontano cose scottanti. Sembrano molto valide anche le due scene “oniriche” in cui Diana, mentre Khady, la sorella adottiva, e Mino si amano nella stanza accanto, sogna, immagina, “vede” Filippo che giunge da lei; e quella in cui, la notte di Capodanno, Diana riceve, immagina o sogna di ricevere, la visita inattesa di Filippo. Chissà perché l’autrice non ha deciso di pubblicare in un apposito capitolo il racconto erotico che ha inviato al concorso.
Dopo questa prima prova Simonetta Caminiti potrà inventare altre perle di letteratura, giacché mostra di possedere la stoffa che le permetterà, se lo vuole, di donarci un capolavoro.
Castiglione Cosentino, domenica 18 gennaio 2015

 Recensione a cura della prof.ssa Marcella Guglielmelli [inviatami con sollecitudine e cortesia via mail, e che con piacere condivido]:

“Pudore o responsabilità?”
“La scrittura della giovane Caminiti, offuscata da memorie di sensualità adolescenziale, sembra frammista ad icone di tourbillon erotico, sotteso  ed a tratti violento. La paratassi procede fulminante ad incalzare la vista del lettore, spiazzato da truculenta gergalità, condita poi da un fraseggio altro, giustapposto con sapiente maestria ad evocare letture dense e consapevolmente disseminate. Non c’è traccia di candore nelle pieghe degli scambi trai  personaggi dominati dall’intenzione creativa ed essi stessi partecipi di una bella farsa che, intenzionalmente acidula, percorre tutto il romanzo.L’intervento incalzante del Narratore è autoreferenziale a tal punto da apparire costruito. Ma appena conclusa la lettura, ci resta forte il sapore di una scrittura salda, spumeggiante e moderna, che ci lascia spiazzati.
E’ questa, a mio parere, la novità assoluta del romanzo: un intreccio aulente di fragranza vitale, persino vitalistica, in cui il lettore diviene egli stesso personaggio, manovrato dalla giovane scrittrice con tale maestria consumata, da indurci tutti a domandarle: i personaggi della sua opera, Caminiti, siamo forse noi?
Brava: restiamo in attesa del prossimo!”

Domitilla D’Amico legge dal vivo alcuni stralci de L’amore secondo Eva in occasione della presentazione romana del libro

Interviste a me e a Domitilla D’Amico, inerenti al mio romanzo, su Deliradio.it 

Così parla de L’amore secondo Eva, sul suo sito “Emoticibo”, Gloria Brolatti, caporedattrice Mondadori e raffinatissima foodblogger:

E l’amore, secondo Eva, è come per molte donne dolore. Il dolore di una figlia adottiva, sbattuta dal vento della vita. Ma è anche l’amore per la scrittura e per altre sorprese che il destino ha in serbo per lei. Un libro attuale, in una Roma disincantata di fine secolo scorso, dunque appena ieri.

Dinamico nella scrittura e rivelatore di tutta la sensibilità dell’autrice, che è una mia amica, una brava giornalista e una narratrice di storie per vocazione, non solo per mestiere. 

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Recensione del libro sulla Gazzetta del Sud (pagine regionali)

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Intervista a me, a proposito della prima edizione del libro, su Il Quotidiano del Sud.

 

Su IlGiornale.it, la recensione del mio libro:

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Testo recensione de IlGiornale.it

 

Diana ha diciassette anni, una curiosità impetuosa e il terrore di soddisfarla. E soprattutto ha una sorella, Khady, di vent’anni, adottata bambina dai suoi genitori. Il paradosso è che Khady, esotica, mulatta, bellissima e cantante magnetica, è un risultato più riuscito di lei dell’educazione e dello stile di vita dei suoi genitori. Khady, che vive in un mondo affollato, tutto l’opposto della solitudine e dell’orgogliosa timidezza di Diana. Ma è il 1999, il nuovo millennio è alle porte, e tutto può accadere a chi ha diciassette anni. Anche imbattersi nei capolavori erotici di Anaïs Nin (nella camera da letto di una suora), e decidere che la si vuole imitare, si vuole diventare come lei, si vuole scrivere un amore sfrenato. Restando rigorosamente vergini nella vita reale. O innamorarsi di un giovane sfrontato e crudele, qualcuno la cui vita è inestricabilmente legata a quella della sorella Khady, e scoprire, nell’amore, il lato più prepotente e autentico di se stessi. Il primo passo per ricordare un passato di ferite e traumi tenuti lontani, una fragilità e un timore del futuro che, per la prima volta, solo la passione può vincere. La passione che non chiede il permesso di capitare.

«L’amore secondo Eva» (Casa editrice Il Pineto, 2014) è l’opera prima della giornalista Simonetta Caminiti. Un romanzo di formazione delicato ambientato tra una Roma trasognata e piena di musica (molti dei personaggi cantano o suonano, tra parrocchie di quartiere e improbabili palcoscenici), e un paesino immaginario: Montedibbacco, dove la famiglia della protagonista trascorre una movimentata estate e un indimenticabile Capodanno. Tra i punti di forza del romanzo, una lingua mimetica e liscia, impregnata di descrizioni preziose di luoghi e sentimenti, di un mondo che scorre negli occhi spauriti (e appassionati) di una donna bambina, ma anche delle complesse figure che la circondano.

Un libro sulla voglia impossibile di crescere senza cambiare, di misurarsi in ostinati braccio di ferro con la propria natura e assaporare la bellezza disarmante della sconfitta. Raccontato con grazia e freschezza, e accompagnato dalla bella prefazione della giornalista Sabrina Cottone, «Il Giornale». Intrigante il booktrailer, recitato dalla doppiatrice Domitilla D’Amico, voce italiana di Kirsten Dunst, Anne Hathaway e Scarlett Johansson.

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/lamore-secondo-eva-tenero-e-crudele-e-ha-voce-scarlett-johan-1192331.html

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Portachiavi con la cover del romanzo, al Salone del libro di Torino 2018

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L’edizione inglese in una libreria di Praga.

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L’edizione inglese in una spiaggia di Malibu, in California.

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