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“Il concorso letterario prevedeva che completassimo una frase scritta da Umberto Eco”, raccontava Chiara Venditti (avvocato, 24 anni), sei anni fa. All’epoca era una maturanda di un liceo classico della sua Alghero (Sassari). “La frase di Eco si prestava chiaramente a una interpretazione fantascientifica, e recitava così: ‘E quando si svegliò, il drago era ancora lì’. Ma quel drago, nel mio racconto, è diventato una metafora. Il simbolo del lavoro di un artista o intellettuale, in particolare di uno scrittore. Un autore che vede le sue opere andare verso il mondo, verso persone che non conosce, e dunque anche verso i draghi, cioè la solitudine e le critiche che circondano chi ha il coraggio di esporre idee nuove. Nel mio racconto, il drago minaccia il vero protagonista: un libro”.

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http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2017/11/13/lavvocato-piu-giovane-ditalia-e-una-donna-e-ha-anche-un-cuore-di-scrit/26260/

 

Prosegue il mio lavoro per questo blog sul sito de Linkiesta, a proposito del quale mi è stata proposta una intervista in cui chiarirò con piacere, e approfondimento, il mio modo di raccontare le donne italiane, perché si chiama “Senza quote rosa” e un po’ di altre cose.

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